Si apre la Rubrica per bambini curiosi e in movimento all’interno della pagina Facebook del Centro Estivo BOOM! della cooperativa Odissea.

Una proposta per genitori e bambini da parte degli educatori del centro estivo, per far sentire la vicinanza alle famiglie, in attesa di poter annunciare come e quando potranno riprendere le attività educative.

C’è la storia degli abitanti dell’astuccio, inventata da Simone e illustrata “in diretta” da Luca. Michele spiega in un docufilm ai bambini cosa sono tardigradi. C’è l’angolo del libro dove Patricia dà consigli di lettura. Grazie a TERRA DI TUTTI i bambini si divertono a creare la propria mascherina

“Noi siamo pronti a replicare l’esperienza dello scorso anno – spiega Patricia Barsi, del centro estivo Boom! – quando grazie alla disponibilità dei dirigenti scolastici degli istituti comprensivi Micheloni e Piaggia, abbiamo potuto presentare alle famiglie un calendario ricco di appuntamenti con ospiti provenienti dalle associazioni del territorio che hanno introdotto i bambini alla musica come alla danza e al teatro, ma anche ai laboratori artigianali dell’impresa sociale Terra di Tutti”.

Abbiamo deciso di riempire questa rubrica con materiali di qualità ideati dai nostri educatori, che non hanno perso il loro entusiasmo e che sono pronti a riprendere le attività estive, una volta che le istituzioni ci avranno dato le indicazioni che servono ad affrontare questo periodo post-emergenza Coronavirus. Ci rivolgiamo ai bambini che sono stati costretti a restare in casa e lontani dai loro amici per tanti giorni, ma che ora piano piano potranno tornare a esercitare la loro curiosità e la loro energia in movimento”.

Per maggiori info visita la pagina Facebook

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Un’altra buona notizia dal sistema CO&SO.

Dopo l’esito rassicurante dei test alla RSA San Giuseppe di Ronta (leggi qui l’articolo), arriva la buona notizia che il Covid 19 è rimasto fuori anche da Villa Sorriso di Pontedera.

I test sierologici e tamponi effettuati dalla Azienda Usl Toscana Nord Ovest ai 35 ospiti e ai 26 operatori hanno dato risultato negativo.

La cooperativa S.P.E.S.: “Ha pagato il protocollo rigido che ci siamo imposti autonomamente da inizio marzo”. Villa Sorriso è stata infatti una delle prime strutture in Toscana a decidere per la sospensione di tutte le visite e a fare scorte di presidi sanitari per gli operatori anche grazie a donazioni di privati e associazioni (dalla Misericordia di Pontedera, all’Associazione Bel Cuore, da Confcooperative e tramite Co&So dalla Fondazione CR Firenze fino alle donazioni di alcuni consiglieri dell’opposizione del Comune di Pontedera).

“La nostra struttura, convenzionata con la Asl, si è attivata molto prima che arrivassero indicazioni dall’ente pubblico – spiega Stefania Lupetti, presidente di S.P.E.S – Non solo abbiamo chiuso alle visite dei parenti da inizio marzo, ma abbiamo seguito un protocollo molto rigido compilato sulla linea dei decreti del Governo. Le indicazioni date agli operatori dal nostro coordinatore, Sergio Chiocchini, sono chiare e quotidiane e c’è ogni giorno una verifica che queste siano eseguite nella pratica. Riguardano l’utilizzo dei vari presidi, le operazioni di sanificazione, come i comportamenti da tenere con i fornitori e via dicendo”.

Un’organizzazione molto rigida, che ha pagato: “La scelta di sospendere da subito le visite è stata una decisione dolorosa – spiega Lupetti – ma abbiamo attivato subito nuove modalità di comunicazione giornaliere con i familiari degli ospiti tramite i social network e i videomessaggi che oggi rincuorati, ringraziano”.

A supporto dei lavoratori in questo momento così delicato, S.P.E.S. ha attivato inoltre un servizio di consulenza psicologica: “Non si può sottovalutare lo stress a cui sono sottoposti gli operatori, che da noi hanno a disposizione sedute individuali o di gruppo con uno psicologo”.

Villa Sorriso è anche una delle poche sedi di Servizio Civile che sono riuscite a non sospendere il progetto, ma anzi, operatori e giovani hanno saputo avviare nuove iniziative, come il “tg di Villa Sorriso”, che ogni giorno dà agli anziani notizie dal mondo, al di là dell’informazione sulla pandemia.

“La Cooperativa S.P.E.S. – dice Silvia Ardito, referente area socio sanitaria di CO&SO – oltre ad attivarsi tempestivamente per la protezione sanitaria, ha saputo leggere il bisogno di comunicazione e contatto di ospiti e familiari: una attenzione importante, che in questo periodo di isolamento e paura assume una valenza fondamentale per la società e per i nostri ospiti.”

Buone notizie dalla RSA San Giuseppe di Ronta: tutti negativi al Covid-19.

E’ il risultato dei test sierologici e dei tamponi somministrati a ospiti e lavoratori.

La cooperativa Il Girasole che gestisce la RSA, ha adottato fin da subito tutti i protocolli di sicurezza predisposti dalle autorità sanitarie per contenere il contagio e proteggere i 37 anziani e i 40 operatori sanitari, infermieri, fisioterapisti, animatori e impiegati nella struttura.

Regole rigide che hanno cambiato la vita di anziani e operatori, ma necessarie: niente visite, sanificazioni continue e controlli della temperature ad ogni ingresso, utilizzo obbligatorio dei dispositivi di protezione individuali.

“La cooperativa Il Girasole ha adottato tutte le misure -commenta Silvia Ardito, referente area socio sanitaria di Co&So – adibendo spazi per isolamenti preventivi e cercando di proteggere con ogni mezzo i residenti e i lavoratori”.

“Abbiamo chiuso i piani, eliminando ogni possibilità di contatto – spiega Neri Zini, della Cooperativa Il Girasole – Ogni reparto ha il suo gruppo di lavoro dedicato e strumentazione ad uso esclusivo, per evitare ogni possibilità di contagio, diretto o indiretto. Sono stati eliminati inoltre interventi di sostituzione da parte di personale proveniente da altri servizi. Sono tutte misure che hanno cambiato radicalmente il nostro modo di lavorare, ma che sono necessarie per tutelare la salute degli anziani e di chi li assiste. E’ questa la priorità ora”

Avanti così e andrà tutto bene!

 

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Mascherine solidali in cambio di una spesa sospesa. L’emergenza Covid-19 ha ridisegnato la priorità della solidarietà e così volontari e operatori della cooperativa Odissea e di Terra di Tutti si sono interrogati su come dare sostegno a chi è più in difficoltà.

Sarti e ospiti dei centri di accoglienza hanno realizzato mascherine utilizzando la stoffa degli ombrelli rotti e i materiali di riuso provenienti da Grossomodo, centro di educazione al riuso del Comune di Lucca.

Mascherine colorate e bellissime che stanno distribuendo tra la piana lucchese, la media valle Garfagnana e la Versilia, regalate prima di tutto ai più bisognosi, poi a tutti coloro che in cambio vogliono lasciare del cibo per chi, in questo momento di difficoltà, non ne ha.

A realizzarle anche due giovani sarti del progetto Siproimi (Sistema di Protezione per titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati): Barry ospite a Viareggio e proveniente dalla Guinea e Stevhen proveniente dal Ghana che abita a Borgo a Mozzano. A raccogliere la spesa sospesa e a regalare in cambio le mascherine, ci sono le aziende alimentari che hanno abbracciato il progetto, quindi l’azienda agricola Nicobio, i produttori del Mercato Mercoledìbio, la SIGMA di Segromigno in Monte, il Frantoio Sociale del Compitese e la Bottega del Commercio Equo Equinozio.

“Mentre tutto cambiava – spiega Valerio Bonetti, presidente di Odissea – ci siamo chiesti che cosa potevamo fare e ci siamo messi in moto per trovare strategie di sostegno a chi è in difficoltà. Abbiamo attivato una straordinaria collaborazione tra realtà diverse, dall’accoglienza alle imprese, coinvolgendo ogni risorsa: ospiti, volontari e operatori. La reazione è stata sorprendente”. Il progetto resta aperto alle collaborazioni. “Sarebbe bello – continua Silvia Barsi di “Terra di tutti” – che altri sarti lavorassero con noi, anche chi è in pensione, per sentirsi parte di questa piccola grande iniziativa che ci rende una comunità in azione

Chi dona e riceve la mascherina è poi invitato a diffondere questa pratica di solidarietà facendosi un selfie e pubblicandolo sul suo profilo instagram con l’hashtag #laspesasospesa
Per informazioni e adesioni: www.cooperativaodissea.org, terradituttilab@gmail.com

RASSEGNA STAMPA

Redattore Sociale Lucca, una spesa sospesa in cambio di una mascherina

Lucca In Diretta Una spesa sospesa in cambio di mascherine solidali

SIR Agenzia d’Informazione Coronavirus Covid-19: in Toscana mascherine in cambio di una “spesa sospesa”

#gonews.it Mascherine speciali in cambio di una spesa sospesa

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Da oggi ripartono i servizi come il centro giovani Isola, la ludoteca La Prua e il centro di aggregazione L’Approdo con la nuova modalità a distanza per aiutare gli alunni a fare i compiti e scongiurare la dispersione scolastica. Funaro e Balli: “Supporto a chi ne ha bisogno per offrire pari opportunità nel seguire la didattica a distanza e i percorsi scolastici”

Firenze, 14 aprile 2020 – Un aiuto per fare i compiti e per seguire la scuola online ma soprattutto per continuare ad intervenire nelle situazioni di rischio e di marginalità che coinvolgono tanti bambini e ragazzi. Ripartono oggi i servizi educativi delle Piagge e delle sue realtà, quindi il centro giovani Isola, la ludoteca La Prua e il centro di aggregazione L’Approdo, servizi del Comune di Firenze gestiti dalla cooperativa Il Girasole aderente al Consorzio Co&So. Saranno 47 i bambini e gli adolescenti coinvolti, oltre a 20 nuclei familiari.

Una riapertura non fisica, ovviamente, ma virtuale attraverso pc o telefono, resa possibile grazie all’impegno della Direzione Istruzione del Comune di Firenze che in queste settimane di emergenza coronavirus si sta adoperando per garantire servizi per le fasce più deboli. Gli operatori forniranno attività di supporto didattico in collaborazione con le scuole, reperendo i compiti per i bambini e i ragazzi ed aiutandoli nell’attività educativa.

“Questa emergenza rischia di penalizzare le fasce più deboli e gli studenti a rischio dispersione scolastica – hanno detto l’assessore all’educazione Sara Funaro e il presidente del Q5 Cristiano Balli – che con le scuole chiuse hanno più difficoltà a continuare i percorsi educativi. Noi abbiamo il dovere di dare supporto a chi ne ha bisogno e offrire pari opportunità nel seguire la didattica a distanza e i percorsi scolastici. Per questo come Comune abbiamo lavorato insieme alla cooperativa Il Girasole per far ripartire i servizi educativi de Le Piagge e di tutte le sue realtà.  In questo periodo la nostra attenzione è ancora più alta su chi ha più difficoltà, perché dobbiamo scongiurare che la sospensione delle lezioni in classe aumenti il rischio di dispersione scolastica. Grazie al lavoro coordinato di tutti adesso riparte anche questo servizio fondamentale per colmare eventuali disparità fra studenti”.

“E’ fondamentale non perdere il contatto con i nuclei familiari più fragili che possiedono meno strumenti per affrontare un momento come questo – commentano Claudia Calafati, responsabile area Educazione del Consorzio Co&So e Marilena Macchia della cooperativa Il Girasole –  La riattivazione del servizio servirà anche a monitorare gli utenti, le loro condizioni e le necessità. La capacità di reazione dell’intero sistema è stata importante, soprattutto quella riscontrata nelle istituzioni, in particolare della Direzione Istruzione del Comune di Firenze, e del sistema cooperativo  che ha mostrato quanto sia importante soprattutto negli ambienti più a rischio”.

I servizi educativi delle Piagge seguono da oltre 20 anni una media giornaliera di 70 utenti. Nel 2019 sono state 13.874 le frequente con ottimi risultati anche in termini di lotta alla dispersione scolastica.

RASSEGNA STAMPA

La Nazione- Firenze Ripartono alle Piagge con una nuova modalità i servizi educativi

MET Coronavirus, ripartono i servizi educativi delle Piagge: un aiuto per bambini e famiglie in difficoltà

055firenze.it Coronavirus, ripartono i servizi educativi delle Piagge: una riapertura virtuale in aiuto di bambini e famiglie

#gonews.it Coronavirus, ripartono i servizi educativi delle Piagge: un aiuto per bambini e famiglie in difficoltà

Contro Radio Coronavirus: Firenze; ripartono servizi educativi Piagge

OK!Firenze Ripartono i servizi educativi delle Piagge: un aiuto per bambini e famiglie in difficoltà

Stamp Toscana Piagge, ripartono i servizi educativi

Comune di Firenze Coronavirus, ripartono i servizi educativi delle Piagge: un aiuto per bambini e famiglie in difficoltà

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Un servizio telefonico gratuito, ovvero un modo per sentirsi meno soli nei giorni dell’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus è offerto dalla cooperativa Convoi, aderente a Co&SO, che ha sede a Sesto Fiorentino. La cooperativa mette a disposizione i suoi psicologi, in orari stabiliti, per dare un aiuto a chi si trova a dover fare i conti con un disagio psicologico sia che si tratti di bambini e adolescenti, sia che ansia e stress riguardino gli adulti.

Una telefonata può servire ad avere dei consigli su come gestire l’ansia, su come superare difficoltà legate alla didattica a distanza, ma anche su come fare attività fisica a casa. La cooperativa Convoi è a disposizione per dare un aiuto anche alle persone che si trovano a gestire in questa situazione particolare e nell’isolamento a casa un bambino o un ragazzo con disabilità oppure delle persone anziane. Infine la telefonata con lo psicologo può essere un utile strumento per avere indicazioni su come gestire i conflitti in famiglia scatenati dalla prolungata convivenza negli stessi spazi.

“La nostra cooperativa mette a disposizione il suo servizio “Clap Therapy”, che diventa Clap Therapy Line, ovvero un servizio telefonico con i nostri professioni esperti in valutazioni psicologiche, consulenze genitoriali, consulenze psicologiche e psicoterapeutiche, logopedia, neuropsicomotricità – spiega Valentina Corsinovi della cooperativa Convoi – Sappiamo bene come il problema oggettivo del “coronavirus” diventi problema soggettivo in relazione al vissuto psicologico, alle emozioni e paure che questa emergenza suscita nelle diverse persone a partire dai bambini e dai ragazzi, dalle persone con disabilità e sappiamo come lo stress dato dall’isolamento forzato possa provocare problemi in famiglia. Il disagio psicologico è un aspetto dell’emergenza che va valutato con attenzione”.

I numeri da chiamare sono il 328 0880519 (Psicologo e psicoterapeuta Pier Paol Giusti), il lunedì, il martedì e il venerdì dalle 10 alle 12; il 3337387589 (psicologo e disability maganer Niccolò Della Longa) il mercoledì e il giovedì sempre dalle 10 alle 12.

RASSEGNA STAMPA

La Nazione – Firenze Coronavirus. Come gestire l’ansia? Lo psicologo risponde gratuitamente al telefono

Piana Notizie Coronavirus, il servizio telefonico della cooperativa Convoi per affrontare i disagi psicologici

#gonews.it Cooperativa Convoi offre servizio telefonico per disagi psicologici

Prima Firenze.it Coronavirus, a Sesto Fiorentino il servizio telefonico per affrontare i disagi psicologici

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In favore dei bambini affetti da autismo nuova routine a casa, riunioni da remoto per sostenere i genitori insieme a neuropsichiatri, terapisti ed educatori, ma anche giochi da fare in gruppo online e poi aggiornamenti tramite mail per comunicare progressi e criticità.  Il lavoro di assistenza della cooperativa Giocolare, aderente al consorzio Co&So, non si ferma in tempi di emergenza legata alla diffusione del Coronavirus e mette in campo modalità diverse per non far mancare  il supporto alle famiglie di 50 bambini e ragazzi che abitano nella zona di Bagno a Ripoli, Valdisieve e Valdarno.

 

L’équipe di riferimento di ogni bambino porta avanti un lavoro di coordinamento condividendo le stesse modalità di lavoro, ognuno con le proprie specifiche attività. Va avanti così l’educazione scolastica, legata alla didattica e affiancata da laboratori ricreativi, mentre i terapisti dell’ Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia Adolescenza sud est coordinati dalla dirigente Alba Murano, si occupano delle attività ludico-riabilitative, della creazione di supporti visivi e comunicativi, delle strategie di gestione dei comportamenti più problematici, della distribuzione di un manuale di supporto creato ad hoc per i genitori.

 

“Siamo partiti dalla proposta di una routine strutturata in cui venissero definiti i vari momenti da dedicare alle attività, ai pasti, ai tempi liberi, al sonno – spiega Giulia Lupo, referente dell’Area Disabilità Infanzia – Adolescenza della Cooperativa Giocolare – Tramite le riunioni da remoto abbiamo condiviso gli obiettivi da portare avanti con la famiglia e il bambino in questo periodo. Abbiamo creato un calendario delle chiamate che i genitori possono fare con le varie figure coinvolte, in modo che ogni giorno la famiglia riceva almeno una chiamata. Infine c’è l’aggiornamento tramite mail di come è andata la chiamata, delle criticità emerse e del coinvolgimento delle varie figure per il supporto specifico in base a ciò che emerge”.

 

Anche gli adolescenti con disabilità (che hanno dai 12 ai 18 anni) continuano ad essere seguiti tramite incontri in videochiamata concordati con la famiglia. “Durante questi incontri si monitora anche per loro la routine – spiega Giulia Lupo –  soprattutto si presta attenzione alla gestione delle attività scolastiche da casa, all’organizzazione dei compiti assegnati, al tempo libero e si strutturano attività in continuità con i progetti avviati come ad esempio il lavoro sulle regole sociali legate agli ambienti o all’utilizzo dell’autobus insegnando a utilizzare app che potrebbero essere utili in futuro (da Google maps all’app di Ataf). Senza mai tralasciare di monitorare lo stato emotivo di ognuno dei ragazzi”. 

 

Con alcuni ragazzini sono stati organizzati incontri in piccoli gruppi per portare avanti diverse attività che possono essere legate agli obiettivi dell’autonomia, alla creazione di storie sociali, o possono essere anche proposte di giochi da fare con gli strumenti online per trascorrere insieme il tempo, imparare cose nuove, relazionarsi agli altri. Ogni settimana gli operatori inoltre discutono dei progressi di ogni ragazzo con la famiglia.  Conclude Giulia Lupo: “Questa emergenza sta rivoluzionando le nostre modalità di lavoro, ma nell’ottica di vedere le cose sotto una lente positiva, posso dire che stiamo scoprendo nuove forme di fare educazione, una nuova modalità di approccio ai bambini e alla famiglie che nonostante i molti dubbi iniziali sta dando risultati molto positivi”.

immagine Orologio 2.0 Network

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Le cooperative Il Girasole e Pane e Rose incaricate dal Comune di Prato di trasformare il centro di via Borgovalsugana

Tutti devono restare a casa…anche chi “una casa” non ce l’ha. Il problema di come trovare una sistemazione per i senza dimora nei giorni dell’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus è stato affrontato dal Comune di Prato coinvolgendo le cooperative Il Girasole e Pane e Rose che in pochi giorni sono riuscite a realizzare un complesso progetto di accoglienza per quelle persone che non rispettano le norme date dal Governo perché non sanno dove andare, perché non sono coscienti dei rischi e vagano per giardini, stazioni e supermercati con mettendo involontariamente a rischio se stessi e gli altri.

“Il centro di viale Borgovalsugana a Prato accoglie abitualmente un centro diurno per adulti marginali (che offre un riparo, un deposito bagagli, docce, attività con educatori) e ha camere per ospitare 19 persone – spiegano Melissa Zorzi coordinatrice dell’intero centro per la Cooperativa Pane e Rose e Andrea Ricotti, direttore area inclusione della cooperativa Il Girasole, aderente al consorzio Co&So – Nelle prossime settimane avrebbe dovuto ospitare anche un asilo notturno ma con l’emergenza sanitaria in corso il Comune di Prato ha chiesto di trasformare il progetto per rispondere alle esigenze di chi vive all’aperto”. In questo momento il centro è quindi aperto eccezionalmente h24 per ospitare in sicurezza persone senza fissa dimora.

Un lavoro questo, coordinato e realizzato in tempi record dai Servizi Sociali del Comune di Prato e l’equipe di operatori e responsabili delle due cooperative impiegate e dal consorzio Fabrica, di non facile realizzazione, che ha richiesto di rivedere totalmente il nostro modo di accogliere le persone in un momento in cui gli ingressi nelle strutture di accoglienza per prevenzione e sicurezza sono sospesi in tutte le strutture. Abbiamo dovuto rivedere le procedure per l’accoglienza, il piano di valutazione dei rischi, procurare agli educatori tutto il necessario per la prevenzione, dalle mascherine ai guanti, dai camici alle cuffie”. 

Le prime 11 persone contattate dagli operatori sono state accolte la scorsa settimana. All’ingresso è stata misurata loro la febbre ed è stata valutata la loro condizione sanitaria da un infermiere, che continuerà a seguirle nei prossimi giorni. Hanno ricevuto abiti puliti e proposte per attività di animazione, dal cineforum all’orto, in modo da trascorrere il più serenamente possibile le prossime settimane nel centro. “Si tratta di un progetto impegnativo – spiega Ricotti – che testimonia la volontà del Comune di Prato di occuparsi delle persone che non hanno una abitazione in un’ottica di prevenzione e di messa in sicurezza per la salute collettiva. Si tratta anche di una scelta coraggiosa per educatori e coordinatori che ogni giorno, tutto il giorno, sono al lavoro nel centro. Gradualmente cercheremo di relazionarci ai nuovi ospiti per capire meglio i loro bisogni, ma a meno che non abbiamo problemi sanitari urgenti queste persone resteranno al centro di via Borgovalsugana: hanno finalmente trovato un luogo dove trascorrere le settimane che saranno necessarie per affrontare l’emergenza legata alla diffusione del Covid 19”.

“Ringrazio tutti gli operatori per l’impegno e la professionalità con cui hanno riadattato il progetto iniziale a fronte dell’emergenza Coronavirus – sottolinea l’assessore al Sociale Luigi Biancalani -. Per noi è importante non lasciare nessuno solo, senza un luogo dove andare, affinché “stare a casa” sia effettivamente possibile per tutti”.

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La Spiga di Grano di Pistoia ha 130 lavoratori e opera anche a Firenze, Lucca e Prato
Triplicati gli interventi per privati, imprese e istituzioni. Il presidente Pellegrini: “Garantiamo la ripartenza sicura e anche noi richiamiamo tanti lavoratori dalla cassa integrazione”

Negli androni dei condomini dove c’è un malato di coronavirus, nelle palestre, nelle scuole, nei cimiteri e nei parchi, fino ai cassonetti e alle panchine delle aree comuni. In sole due settimane le richieste di sanificazione sono triplicate e la cooperativa La Spiga Grano, aderente al consorzio Co&So, è riuscita a sopravvive alla crisi che rischiava di investirla. 130 lavoratori, 3,4 milioni di fatturato, con un’esperienza di oltre venti anni lavora nei servizi di pulizia nei comuni di Firenze, Lucca, Prato e Pistoia.

“Noi rispondiamo, riuscendo così a richiamare gran parte lavoratori che al momento sono in cassa integrazione a causa di questa emergenza”, spiega Enrico Pellegrini, presidente della cooperativa. La Spiga di Grano sta registrando una grande richiesta per un servizio diventato fondamentale per la sicurezza pubblica, che prevede l’utilizzo di prodotti indicati dall’Oms e dall’Istituto Superiore di Sanità e di professionalità specifiche. “Stiamo lavorando con privati, imprese e istituzioni, garantendo l’utilizzo di prodotti certificati per abbattere la carica virale e batterica. Ora più che mai è importante tutelare la salute nei luoghi di lavoro e negli spazi pubblici – continua il presidente Pellegrini – Aiutiamo a garantire una riapertura più sicura e anche noi ripartiamo”. Chi lo fa ha diritto, secondo l’articolo 64 del Dpcm del 17 marzo scorso, a una detrazione fiscale del 50%.

Il problema è che con la chiusura di molte attività anche noi avevamo visto ridurre i lavori – spiega Pellegrini – e siamo stati costretti a ricorrere alla cassa-integrazione per molti nostri addetti. Questa nuova attività di sanificazione degli ambienti, in cui ci siamo specializzati, invece ci consente di richiamare dalla cig tante persone. E per loro poter lavorare non è solo una fonte di reddito superiore all’indennità riconosciuta dalla cassa, ma è soprattutto il riconoscimento di un ruolo sociale da svolgere nella comunità battendo così le spinte alla loro marginalizzazione. In più – continua il presidente – la sanificazione dei luoghi di lavoro diventa indispensabile nel momento in cui molte aziende si preparano a ripartire perché possono disporre di una garanzia totale sia per i clienti sia, soprattutto, per i lavoratori che giustamente chiedono nel momento in cui sono richiamati al lavoro di poter disporre di tutti i dispositivi di sicurezza anti Covid 19 sia diretti sia indiretti, quale appunto è la garanzia che l’ambiente circostante è stato completamente igienizzato”.

La cooperativa La Spiga di Grano comunque a fianco del lavoro di pulizia e sanificazione, porta avanti anche altri progetti. Ad esempio ha costituito col comune di Massa e Cozzile in provincia di Pistoia un accordo per la consegna a domicilio della spesa per le persone in difficoltà: “in pratica garantiamo a persone fragili e particolarmente esposte al contagio, come anziani, disabili ed immunodepressi, il servizio spesa a domicilio, completamente gratuito”, spiega Pellegrini.

Per usufruire del servizio, gli interessati residenti o domiciliati nel comune di Massa e Cozzile possono chiamare il numero 3407262468

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“From Youth to Independent Life”, il progetto europeo di cui il Consorzio Co&So è partner
Dai migranti agli studenti fuori sede: una piattaforma online che spiega ai giovani come vivere da soli e cercare lavoro

Vivere da soli,  fare la spesa, gestire la casa oppure cercare un lavoro. Più difficile per i ragazzi senza una famiglia alle spalle, ma non impossibile da imparare, soprattutto se la lezione diventa un quiz online. Così si presenta la piattaforma youthindependentlife.eu, nata per dare supporto ai giovani richiedenti asilo, ma valida per ogni ragazzo che ha bisogno di un aiuto, come per gli studenti fuori sede. Ad ogni risposta esatta, singola o multipla, si conquisterà un pezzo della propria casa fino ad arrivare al livello finale con l’immagine completa e l’autonomia, almeno quella simbolica, raggiunta.

Il progetto si chiama  “From Youth to Independent Life”, cofinanziato dal programma Erasmus+ KA2 Partenariati Strategici nel settore della Gioventù coordinato dal Direttorato Generale per l’Assistenza e la Protezione Sociale dell’infanzia della contea di Harghita (Romania), di cui il Consorzio CO&SO è partner insieme a Sirius-Centro di ricerca per lo Sviluppo Formativo, Educativo e Psicologico (Croazia), all’associazione Tegyesz (Ungheria) e la Fundatia Centrul Educational Spektrum (Romania)

Sono in tutto  30 i ragazzi che vivono in comunità di accoglienza e case famiglie coinvolti, di cui 6 minorenni. Grazie all’aiuto dei loro operatori hanno imparato molte cose:  dalla scrittura di un curriculum fino a come si affronta un colloquio, ma hanno anche capito come si fa a vivere da soli, gestendo la casa e le spese, imparando i diritti e i doveri di un cittadino.

“I giovani che vivono in comunità di accoglienza e case famiglia, o che comunque  non hanno un sostegno familiare – commenta Patrizia Giorio, direttore dell’area Progettazione Europea del Consorzio CO&SO – hanno maggiori difficoltà dei loro coetanei ad intraprendere una vita indipendente ed autonoma. Ma è una esigenza non rinviabile,  che deve essere  implementata con conoscenze socialmente e culturalmente definite per il loro adattamento e la loro inclusione nella comunità ospitante. Siamo convinti che queste competenze e i manuali formativi che abbiamo sviluppato possano essere utili anche a ragazzi disabili e, più in generale, a tutti i giovani che vanno a vivere da soli, ad esempio per frequentare l’università fuori sede”

Nei due anni di attività è stata realizzata la  piattaforma online con attività basate sullo sviluppo dell’autonomia dei giovani, come la gestione della casa, quindi pulizia e regole di convivenza,  e delle finanze. Sono stati fatti corsi per prepararli alla ricerca del lavoro, mettendo in risalto le proprie competenze e conoscenze. È stato inoltre sviluppato un manuale formativo con strumenti pratici rivolti agli operatori socio-educativi delle strutture residenziali per dare ai ragazzi informazioni sui propri diritti e doveri.

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