Il Comune di Firenze e l’Università degli Studi di Firenze hanno firmato, a Palazzo Vecchio, un protocollo di intesa con Federsolidarietà-Confcooperative Toscana, Legacoopsociali-Legacoop Toscana, AGCI-Solidarietà Toscana, in cui si impegnano a destinare il 5% delle loro gare a procedure riservate alle cooperative sociali di tipo B, che si occupano dell’inserimento di soggetti svantaggiati. È il risultato di un percorso di lavoro avviato a livello regionale e anche dell’applicazione del nuovo codice degli appalti, che recepisce le direttive europee che vanno nella direzione di salvaguardare i soggetti deboli, pur mantenendo saldi i principi della concorrenza e del libero mercato. Ma non solo, il protocollo prevede anche la suddivisione in lotti più piccoli, adeguati alla partecipazione di medio-piccole imprese. La clausola sociale, invece, stabilisce che nelle gare aperte a tutti gli operatori economici l’esecuzione di alcuni servizi avvenga con l’utilizzo di persone svantaggiate. Un tavolo di coordinamento si occuperà, infine, di elaborare proposte e procedure specifiche, promuovere, vigilare e monitorare l’attività e l’entità degli affidamenti annuali di beni e servizi e l’efficacia degli interventi programmati.

La cooperazione sociale è fondamentale per avvicinare le fasce deboli al mondo del lavoro, che per questi soggetti rappresenta un modo per inserirsi nella società e conquistare l’autonomia.

La cooperazione sociale è, da sempre, per vocazione e per natura, un potente strumento di inclusione lavorativa e sociale. L’inserimento lavorativo di persone svantaggiate arricchisce le comunità locali, aumenta la sicurezza e la coesione sociale, incrementa la qualità della vita: genera un vero e significativo risparmio di risorse pubbliche che ne fanno uno dei migliori esempi di politiche attive del lavoro e di politiche sociali attive. Ogni persona svantaggiata ha infatti un costo per la collettività (47 mila euro persona/anno per la comunità psichiatrica, 24 mila euro persona/anno per diurno psichiatrico, 14 mila euro persona /anno nel centro minori, 10 mila euro persona/anno nelle comunità terapeutiche, 70 mila euro per ogni detenuto). Ogni inserimento porta un beneficio medio di 23 mila euro, considerando i 2.021 impiegati nelle cooperative toscane, si può stimare un beneficio di 46, 4 milioni di euro ogni anno nella nostra regione.

La cooperazione è riuscita a trasformare svantaggi e fragilità in opportunità, non solo di coesione sociale ma anche di risparmio di risorse pubbliche – afferma Fabio Palmieri, presidente di Federsolidarietà-Confcooperative Toscana – ma la centralità del lavoro è fondamentale nell’esperienza di queste particolari imprese. Per questo l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati deve essere pensato come un bene comune. Il sostegno e il rafforzamento di questo sistema deve essere un obiettivo qualificante di politiche di sviluppo ma anche alla base di un approccio culturale diverso. Il protocollo firmato oggi, che accogliamo con grande soddisfazione, va in questa direzione e la presenza dell’Università – aggiunge Palmieri – crediamo possa garantire anche quest’ultimo aspetto”.

In uno scenario in cui la domanda di servizi di welfare si evolve rapidamente, e al tempo stesso cresce il bisogno di sostegno all’occupazione delle fasce più deboli della popolazione, la cooperazione sociale diventa sempre più una risorsa strategica per le comunità locali – afferma Marco Paolicchi, responsabile Area Welfare di Legacoop Toscana -. Questo protocollo consentirà di offrire opportunità di lavoro concrete a persone che si trovano in una situazione di svantaggio sociale, contribuendo alla loro integrazione nella società e con un effetto moltiplicatore dei benefici per la collettività”

Questo protocollo si qualifica per l’importanza che ha per una città come la nostra e per un tessuto già ricco di numerose realtà che operano nel settore dell’inserimento lavorativo. Attraverso questo accordo, grazie anche all’intervento dell’università, si trova una formalizzazione ulteriore che aiuterà a trovare un impiego chi oggi ha il diritto di trovare nel lavoro una propria autonomia.” dichiara Federico Pericoli, presidente Agci Solidarietà Toscana

11 cooperative attive sul territorio, 730 lavoratori che ogni giorno offrono servizi a più di 4mila personeSono i numeri di SO&Co, il consorzio di cooperative sociali che dal 1999 opera sul territorio provinciale con le sue realtà attive in diversi settori, dall’ambientale al turistico all’edilizia,  poi asili nido, ludoteche e centri gioco, strutture e assistenza per anziani e disabili, servizi per l’impiego e attività di formazione.

“Stiamo adottato un nuovo modo di lavorare, cogliendo le opportunità di intervento che la riforma del Terzo Settore ci offre – ha detto Luca Rinaldi, presidente So&Co – Un passaggio necessario per seguire i cambiamenti della società, con i suoi nuovi bisogni e emergenze, mantenendo sempre ben salde le relazioni con il territorio. Stiamo diventando una realtà più efficiente, con un’organizzazione più snella, in grado di garantire risposte più immediate ai bisogni delle persone e un rapporto più agevole con le pubbliche amministrazioni. E’ necessario mettere in campo più sinergie fra mondo cooperativo e istituzioni per rispondere ai bisogni crescenti del territorio”

Delle novità dei rapporti tra le imprese sociali e la Pubblica Amministrazione se ne è parlato lo scorso 9 febbraio nel corso del convegno  “L’impresa sociale: partnership e opportunità. La riforma del Terzo Settore per lo sviluppo locale”. Dopo gli interventi istituzionali di Luca Menesini, presidente della Provincia, Stefano Ragghianti, assessore al Comune di Lucca, e Stefano Baccelli, consigliere regionale della Toscana, diversi esperti e operatori del settore hanno riportato le loro esperienze. Sono intervenuti: Claudia Fiaschi, portavoce Forum nazionale del Terzo Settore, Luciano Gallo, esperto Pubblica Amministrazione e Terzo Settore – consulente ANCI, Lorenzo Guerra, presidente Consorzio Consolida di Lecco, Riccardo Mariani, assessore alle Politiche Sociali, Casa e Lavoro del Comune di Lecco e Cosimo Palazzo, Direttore Area Emergenze Sociali, Diritti ed Inclusione del Comune Milano.

“Il nostro mercato di riferimento è più maturo e la competizione a cui non ci possiamo sottrarre richiede velocità e competenza – ha detto Lorenzo Terzani, presidente del consorzio Co&So –  Noi abbiamo qualcosa in più, un valore aggiunto importante:  le relazioni umane e il rapporto diretto con il territorio e le persone. Partiamo da quello che di buono abbiamo e lo valorizziamo, attraverso processi di riorganizzazione e ampliando l’offerta dei servizi. Stiamo rilanciando il nostro progetto di cooperazione, che è fatto da persone per le persone, valorizzando le loro professionalità e mettendole in rete. Uniamo le storie e le esperienze, rimarcando ancora una volta quelle che sono le radici profonde della cooperazione: unirsi intorno al progetto e rimettersi in gioco per il bene della comunità”. 

Sono ripartiti i laboratori creativi della cooperativa Odissea aperti a tutta la cittadinanza, tra questi il gettonatissimo corso di ceramica “Terra di tutti”, che attraverso il lavoro con l’argilla vuole stimolare il dialogo tra le culture e il corso di teatro sociale che coinvolge anche i richiedenti asilo. Sono questi alcuni dei laboratori dinamici di integrazione sociale pensati dalla cooperativa sociale, nata nel 2007 dal progetto comune di alcuni giovani di rispondere al “problema” dell’immigrazione in modo positivo.

Dal 2014 Odissea è soggetto gestore del progetto SPRAR del Comune di Capannori che ospita richiedenti asilo nella Casa di Accoglienza di Lunata e in appartamenti situati sul territorio, ma porta anche avanti progetti di animazione ed educazione rivolti a giovani italiani e stranieri di seconda generazione, si prende cura anche di donne sole con bambini in situazione di disagio socio – abitativo, si occupa di mediazione sociale all’intero dei condomini di edilizia residenziale pubblica e mediazione linguistico-culturale nelle scuole.

Tra le attività finanziate dalla cooperativa dal 2017 c’è il corso di ceramica al quale partecipano cittadini di Lucca e i richiedenti asilo e rifugiati accolti nelle strutture di accoglienza. Il laboratorio, al centro giovani di Santa Margherita a Capannori, è animato dagli artisti del progetto Nimmo, Tonja Pierallini e Simone Gelli, mentre le cornici per i lavori sono realizzate nel centro di riuso solidale Daccapo. Una buona occasione questa per conoscere persone di nazionalità diversa, sperimentare varie tecniche per lavorare questo antico materiale e anche per raccontare se stessi, attraverso l’arte.

Isole Ubuntu” è invece il corso di teatro sociale in collaborazione con l’associazione culturale Experia che si svolge a Lucca e Capannori. Il laboratorio prevede una serie di incontri, fino a giugno 2018, durante i quali si imparano a usare anche materiali multimediali in collaborazione con i ragazzi del liceo artistico musicale Passaglia di Lucca, indirizzo audiovisivo e multimediale, nell’ambito del progetto europeo Erasmus plus.

Attraverso le tecniche del teatro e della multimedialità il progetto vuole promuovere nuovi metodi di integrazione interculturale, far esplorare ai partecipanti la ricchezza della realtà della società moderna. Il tema del laboratorio 2018 è “la casa”, un tema trasversale a tutte le culture, a tutti i tempi e i luoghi.

 “La cosa bella è che c’è stata da subito una buona partecipazione dei cittadini lucchesi ai nostri laboratori – commenta Valerio Bonetti, responsabile della cooperativa Odissea – persone che hanno accolto con piacere l’invito da parte della cooperativa: la buona accoglienza la fanno infatti le comunità e i territori che accolgono, il nostro compito è quello di facilitare le interazioni sociali”.

Continua Bonetti: “I corsi infatti sono strutturati intorno a un tema comune, quello della socialità. Per le persone in accoglienza i laboratori sono un’opportunità da cogliere, sia per apprendere nuove competenze sia per incontrare persone del territorio, in vista di un futuro inserimento sociale e lavorativo. Odissea ha fatto una scelta precisa, quella di considerare l’accoglienza non solo una questione di vitto, alloggio (e forse di corsi di italiano), ma è importante per noi dare strumenti per l’autonomia e quindi organizzare anche attività diverse con l’obiettivo della formazione professionale e della socializzazione”.

Due richiedenti asilo saranno nel team di sarti professionisti che realizzeranno i costumi della terza stagione della famosa serie “I Medici”. Gli ospiti del centro di accoglienza di Fiesole, gestito da Il  Cenacolo, cooperativa del consorzio C0&So, sono stati selezionati attraverso un bando pubblico da una giuria composta da professionisti del costume del calibro di Alessandro Lai (già vincitore del Nastro d’Argento) e Piero Risani. Su 120 sarti, ne sono stati scelti 36, tra cui i due ragazzi provenienti dalla Nigeria e dal Burkina Faso, Peco Osatohamwen Edwin e Guebre Hamidou

 

Tutto il lavoro si concentrerà nella bottega di alta specializzazione Costumi Rinascimento,  nel cuore del centro storico di Prato, un antico convento in via Santa Caterina 13, e durerà due mesi e mezzo. I sarti dovranno progettare e creare 60 abiti nobili, 90 cappelli, 12 scarpe e stivali, 60 cinture, 60 borsette e 100 gioielli. Il progetto è nato dalla collaborazione tra “Manifatture Digitali Cinema” di  Fondazione Sistema Toscana, Regione Toscana, Sensi Contemporanei, Comune di Prato e la società di produzione Lux Vide. Sono sarti professionisti provenienti da Prato e da tutta Italia, alcuni anche da Brasile, Polonia, Russia e Perù.

 

I due ragazzi hanno mostrato grande abilità con ago e filo in più di un’occasione, soprattutto nei mercatini locali, e quasi per caso hanno realizzato il loro sogno. Tutto nasce da un’inserzione letta da una volontaria del centro, da qui la scelta di provare a iscrivere i due ragazzi e poi la gioia nello scoprire che tutti e due sono stati selezionati per la bravura mostrata.

 

“Un riscatto umano e professionale per questi sarti, che dopo tanta sofferenza sono riusciti a raggiungere un traguardo importante – dichiara Davide Delle Cave, gestore del centro di accoglienza di Fiesole – La cooperativa Il Cenacolo si è subito attivata affinché questo avvenisse, accompagnandoli ai corsi e credendo nelle loro capacità. Una bella storia di integrazione e di talento”.

 

Al Centro diurno per disabili L’Onda, gestito dalla coop La Mano Amica,  è arrivata la stanza “snoezelen”, un nome olandese per descrivere un ambiente che stimola i cinque sensi e che aiuta a rilassarsi. È una stanza al buio, dove effetti luminosi, colori, suoni, musiche e profumi trasmettono a chi la vive serenità e benessere; un luogo dove personale qualificato guida gli ospiti in un percorso di stimolazione che produce effetti benefici sull’umore e sul comportamento.

La “snoezelen room” è un tipo di terapia originariamente fondata in Olanda per le persone con disabilità cognitive e di sviluppo e lavora sul benessere della persona attraverso la stimolazione controllata dei cinque sensi: quindici o venti minuti sono sufficienti per stare meglio.

È questa la novità che sarà un punto di riferimento per la provincia di Lucca e che arricchisce il Centro di via di Tiglio a Carraia, una struttura semiresidenziale rivolta a persone con disabilità psico-fisica che svolge la propria attività in collaborazione con la famiglia, con gli altri servizi specifici per la disabilità e la rete sociale.

Il Centro offre assistenza personalizzata e interventi di rieducazione e riabilitazione, accoglie un massimo di 29 persone tra i 18 e i 64 anni ed è un servizio dell’ex Azienda Usl 2 di Lucca gestito dal luglio 2016 dalla cooperativa “La Mano Amica”, associata a CO&SO.

La Mano Amica” è stata fondata nel 1989 per offrire assistenza domiciliare in alcuni progetti nell’ambito della Salute Mentale nel Comune di Lucca e per garantire la funzionalità del nascente Centro Residenziale per Anziani di S. Anna e nel tempo ha saputo dare risposte a esigenze molto diverse, dando un valido aiuto ai servizi sociali del territorio.

Nello svolgimento della propria attività ha da sempre scelto una forma di integrazione con i servizi pubblici, nell’ottica di un migliorare sempre più l’offerta rivolta ai cittadini. Con l’evoluzione del Terzo settore la cooperativa ha avuto l’occasione di creare una forte rete di collaborazioni con altri soggetti presenti nel territorio e aderire a Confcooperative. Una rete di rapporti che ha permesso di affinare sempre più la qualità del proprio lavoro.

Una storia inventata dai bambini di 4 e 5 anni della scuola San Giuseppe di Pontedera. Un libro con un messaggio di pace da regalare agli altri. Protagonista un “fiocco”, con la bocca, che si ribella a Babbo Natale e non vuole incartare un regalo che non gli piace. Alcuni genitori, apprezzando il valore di tale lavoro, hanno deciso di pubblicare la storia, drammatizzata e rappresentata con disegni dai bambini della San Giuseppe, e il libro è ora disponibile in copie limitate.

La Scuola d’Infanzia Paritaria S. Giuseppe di Pontedera, gestita dalla cooperativa sociale S.P.E.S., da anni promuove l’educazione prosociale, cercando di incoraggiare nei bambini comportamenti di attenzione verso gli altri. La storia “Il fiocco con la bocca” è il risultato di un percorso di riflessione sulla pace e il disarmo, ma è soprattutto il risultato della fantasia di trenta bambini, piccoli “costruttori di pace”.

 

La verdura e la frutta bio dell’ “orto condiviso” vengono offerte tutti i venerdì nella sede del “Progetto Lavoro” di San Vito (Lucca). È questo il primo percorso attivato per permettere alle persone con patologie psichiatriche prese in cura dall’Unità funzionale Salute Mentale Adulti dell’ex Azienda Usl 2 di Lucca, di impegnarsi in nuove attività, di socializzare e avvicinarsi al mondo del lavoro con i propri tempi e con le proprie caratteristiche personali, nel cammino verso l’autonomia.

L’orto condiviso, inaugurato nel dicembre scorso alla Santissima Annunziata, viene coltivato dai pazienti e dagli operatori del servizio “Progetto Lavoro”, gestito della cooperativa lucchese “La Mano Amica”, ed è stato realizzato grazie alla donazione di un campo da parte della famiglia Nannizzi all’Associazione Fasm di Lucca, associazione con la quale la cooperativa collabora da anni.

La cooperativa “La Mano Amica”, associata al Consorzio Co&So, è stata fondata nel 1989 e vede la propria missione impegnata su valori di solidarietà, centralità dei bisogni dell’utenza, profonda condivisione e rispetto delle differenze. Orientata a progettare interventi diversificati, per rispondere ai bisogni delle persone inserite nei propri servizi, la cooperativa grazie al “Progetto Lavoro”  vuole contrastare il disagio psichiatrico, stimolando e valorizzando le capacità delle singole persone, indirizzandole verso l’autonomia.

Gli oltre 40 pazienti afferenti al “Progetto lavoro” sono divisi in due gruppi con caratteristiche cliniche e gradi di abilità diversi, nel primo modulo  del “Progetto Lavoro” gli utenti sono impegnati in laboratori specifici per acquisire abilità manuali, nel secondo modulo gli operatori della cooperativa fanno da tutor agli utenti pronti ad essere inseriti nel mondo del lavoro , impegnandosi a creare collaborazioni con le possibili aziende che sposano il progetto e sono quindi disponibili ad attivare percorsi di formazione mirata, stage e tirocini.

Nell’”orto condiviso”, come nelle altre esperienze laboratoriali presenti nel “Progetto Lavoro”, ha un’importanza fondamentale la relazione che si instaura con gli operatori che condividono gli impegni quotidiani, danno un sostegno emotivo e lavorano sul recupero e l’apprendimento delle regole dello stare insieme.

Come cambiano i rapporti tra il settore no profit e la Pubblica Amministrazione dopo le novità introdotte dalla riforma del Terzo Settore. Un incontro di approfondimento organizzato dai consorzi So&Co di Lucca e Co&So, con interventi di esperti e rappresentanti delle cooperative e degli enti pubblici

 

PROGRAMMA

ore 9.30 | Accoglienza invitati

ore 10 | Saluto di benvenuto
Luca Rinaldi, Presidente So&Co

Saluti istituzionali
Luca Menesini, Presidente Provincia Lucca
Alessandro Tambellini, Sindaco di Lucca

| Proiezione del video La mia impresa? E’ sociale!

ore 10.30 | Interventi:
Claudia Fiaschi, Portavoce Forum nazionale del Terzo Settore
Luciano Gallo, Esperto Pubblica Amministrazione e Terzo Settore – consulente ANCI
Lorenzo Guerra, Presidente Consorzio Consolida di Lecco
Riccardo Mariani, Assessore alle Politiche Sociali, Casa e Lavoro del Comune di Lecco
Cosimo Palazzo, Direttore Area Emergenze Sociali, Diritti ed Inclusione del Comune Milano
Luca Iozzelli, Coordinatore della Consulta delle Fondazioni di origine bancaria della Toscana
Lorenzo Terzani, Presidente Co&So

ore 13.15  | Proiezione del video Dove la vita accade

Parlare liberamente delle paure, dei problemi percepiti e vissuti legati all’accoglienza e alla crisi migratoria e lavorare insieme per trovare soluzioni condivise ai problemi della città. Sono alcuni degli obiettivi del progetto del centro di accoglienza Il Gerlino che ha messo al lavoro i suoi operatori nelle piazze del centro storico di Sesto Fiorentino, piazza Vittorio Veneto e piazza del Mercato, al fine di creare sulla strada spazi di dialogo che possano facilitare le relazioni e la conoscenza tra migranti e sestesi.

Vengono infatti dal Bangladesh, dal Senegal, dalla Liberia, dal Mali come dal Pakistan i nuovi frequentatori del centro storico della città, sono i richiedenti asilo del centro di accoglienza dell’ex hotel Il Gerlino gestito dalla cooperativa sociale Il Cenacolo (del gruppo cooperativo Co&So) e con la loro presenza le strade e le piazze sono diventate palcoscenico di una nuova quotidianità imperniata su differenze socio culturali e linguistiche, talvolta radicali, che rischiano di generare sentimenti di allarmismo, paura e distanza.

Per affrontare questi sentimenti nasce l’azione di mediazione sociale sviluppata dagli operatori del centro di accoglienza di via Mazzini, che lavorano per ascoltare e incoraggiare cambiamenti e soluzioni di possibili conflitti. Per quattro ore ogni giovedì mattina con il mediatore linguistico culturale Pape Diaw gli operatori del centro di accoglienza parlano con i cittadini per raccogliere percezioni, esigenze, proposte. Per risolvere alcuni dei problemi segnalati sono state già messe in pratica azioni come l’operazione anticicche che si è svolta a luglio, ma sarà replicata presto con altri volontari: migranti del centro Il Gerlino, scout e cittadini sestesi sono partiti per raccogliere carte e cicche e restituire decoro alla piazza e al parcheggio di fronte al palazzo comunale.

Un’altra delle azioni condivise è il “Laboratorio di orientamento al lavoro” che prevede il coinvolgimento di sei ospiti del Gerlino e dei commercianti. Venerdì scorso i migranti che “si sono allenati” nella ricerca attiva di un lavoro hanno simulato un colloquio di lavoro grazie al titolare del Bar Blu Via Dante Alighieri. E le simulazioni continueranno in futuro con il coinvolgimento delle altre attività commerciali intercettate dai mediatori di strada.

Oltre a garantire la presenza fissa in piazza tutti i giovedì, per l’ascolto e il dialogo, oltre a replicare i progetti già concretizzati (l’operazione di pulizia e la simulazione del colloquio di lavoro) gli operatori del centro di accoglienza organizzeranno nei prossimi mesi anche visite guidate (condotte dal gruppo di frequentatori abituali della piazza che porteranno i migranti del centro di accoglienza a conoscere i luoghi storici del centro di Sesto Fiorentino), workshop fotografici e laboratori in piazza che coinvolgeranno ancora insieme rappresentanti delle associazioni sestesi, negozianti, cittadini e migranti.

“Questo intervento – spiega Dalila De Pasquale, coordinatrice del progetto per il Cenacolo – ci permette di osservare dinamiche di incontro e tensioni che si ripetono sulla strada, raccogliendo proposte di trasformazione dei conflitti da parte di residenti sestesi, migranti, associazionismo, autorità e commercianti secondo un modello di partecipazione e cittadinanza attiva e di dialogo dal basso. I cittadini che hanno interesse a partecipare o avere maggiori informazioni, possono passare a trovarci in piazza il giovedì mattina oppure telefonare al numero 055/0981224 (Cas Il Gerlino)”.

“Fin dall’avvio abbiamo seguito con grande interesse questo progetto che si inserisce a pieno tra le politiche attive per la prevenzione di situazioni di marginalità e rifiuto – spiega l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Sesto Fiorentino Camilla Sanquerin – È evidente come la conoscenza reciproca sia alla base dell’accettazione positiva delle diversità e il fatto che questa avvenga per strada, nei luoghi e nelle situazioni informali della quotidianità, rappresenta un elemento di straordinaria importanza. Il bilancio di questi primi sei mesi dell’iniziativa è molto positivo: i cittadini non hanno esitato a segnalare all’Amministrazione e alla cooperativa disagi, dubbi e problemi legati a questo nuovo ‘vicinato’, ma sono stati al contempo molto disponibili e collaborativi nel trovare soluzioni e nel costruire occasioni di incontro e conoscenza. Un’ulteriore dimostrazione di come, al di là delle discussioni esasperate sui social, Sesto sia una città aperta e accogliente”. 

Il centro di accoglienza straordinaria gestito dalla cooperativa sociale Il Cenacolo, aderente al gruppo cooperativo Co&So, è stato aperto due anni fa nei locali della ex biblioteca e da quest’anno si è trasferito accanto all’ex hotel Il Gerlino.

Dal 2016 nell’ambito dei protocolli di intesa “MigrAzioni per gli altri” e “MigrAzioni per lo Sport” sviluppati dal Comune di Sesto Fiorentino, 25 ragazzi sono stati coinvolti in attività di volontariato, sport e attività teatrali grazie all’impegno di associazioni sestesi come Agesci, Misericordia, Doccia Calcio, Laboratorio Nove e Auser. Alcuni di loro sono riusciti a trovare un’occupazione nel campo della pelletteria e della ristorazione con un regolare contratto o sono inseriti in un percorso di formazione/orientamento al lavoro.

Un percorso di formazione per gli operatori del Terzo settore e dei servizi sociali per migliorare le proprie competenze giuridiche, economiche e pratiche.

La nuova legislazione sugli stranieri, le nozioni di contabilità e bilancio, la stesura di documenti amministrativi e la progettazione sono aspetti che le nuove leggi prevedono e che vedono coinvolti direttamente gli operatori.

Il corso di aggiornamento professionale vuole rispondere a queste nuove esigenze. E’ promosso dall’Università di Firenze (Dipartimento di Scienze politiche e sociali) in collaborazione con Ordine degli assistenti sociali, Società della Salute di Firenze e dell’Area Nord ovest, Network FormAzione Co&So, Consorzio Co&So, Cesvot, Misericordia di Firenze, Fratellanza Militare, Confartigianato imprese, Associazione Altro diritto, Pares Società Cooperativa Sociale e SAO Servizi Aziendali Operativi.

 

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 gennaio 2018.

 

Il corso si articola in cinque moduli (12 CFU):

  • gli assetti istituzionali del terzo settore (febbraio 2018);
  • il ruolo del terzo settore nei servizi sociali e sanitari (febbraio/marzio 2018);
  • il ciclo del progetto (marzo/aprile 2018);
  • normativa nazionale ed europea in materia di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi (aprile 2018);
  • la struttura dell’italiano (aprile/maggio 2018).

 

La didattica prevede lezioni frontali, laboratori e seminari, per un totale di 88 ore. E’ possibile iscriversi anche a singoli moduli.

Quota di iscrizione: € 50 – singolo modulo; € 250 – intero corso; € 200 per i partecipanti con un’età uguale o inferiore a 28 anni

 

Per informazioni sul corso consultare il sito dell’Ateneo e scaricare il modulo di iscrizione o scrivere alla responsabile del corso mariapaola.monaco@unifi.it

La sede è in via delle Pandette, 32 – 50127 Firenze

 

Direzione del Corso 
Prof. Carlo Baccetti Prof.ssa Maria Paola Monaco 
Segreteria amministrativa e sede del corso 
Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali 
Tel. 055 2759444