Sarà una sfida all’ultima forchettata fra tagliatelle ai funghi (rigorosa ricetta tradizionale toscana) da una parte e cous cous in salsa vegetariana (dalla tradizione africana) dall’altra. L’appuntamento è sabato 26 maggio, dalle 18 alle 21 in p.zza Ginori a Sesto Fiorentino.

La singolare gara, che richiama scherzosamente fin dal titolo “Master Cas” il noto programma tv cult di sfida culinaria, proprio come a MasterChef vede una competizione piatto contro piatto, salsa contro salsa, fra la tradizione della cucina locale e quella importata da giovani provenienti dal continente africano. CAS infatti sta per centro d’accoglienza straordinaria cioè centri che si occupano dell’accoglienza e dei progetti di integrazione dei cittadini che emigrano da noi.

A giudicare però non ci saranno i nuovi guru dei programmi di cucina, ma più democraticamente i palati di persone normali che con un’offerta libera per un giorno (almeno) potranno sentirsi i nuovi Cracco. Toccherà infatti a una giuria popolare decidere la palma del migliore piatto e quindi del cuoco (o della cuoca) da premiare. Insomma una giuria popolare che assaggia e vota quello che gli è piaciuto di più. Ai vincitori andranno in premio buoni spesa offerti dai negozianti del centro commerciale naturale di Sesto Fiorentino.

Funziona così: le persone che vogliono partecipare, in cambio di una un’offerta libera, saranno dotati di posate e due cartoncini, uno rosso e uno blu con cui votare la squadra prescelta. Infatti a Master Cas (proprio come a Master Chef) le squadre, miste, saranno due, rossa e blu. I due gruppi sono composti dai migranti accolti nel centro di accoglienza Il Gerlino, che hanno appena concluso il corso di formazione Ristorazione e sala presso il Circolo La Rinascita, realizzato da Co&So e coop. Il Cenacolo, da scout, e dai membri delle associazioni di volontariato del territorio. E la sfida, ovviamente, sarà fra un menù di cucina tipica toscana e uno africano. Da una parte pasta fresca (tortelli e tagliatelle) con ragù e sugo ai funghi dall’altra salsa vegetariana, cous cous e banko

Migliorare l’inclusione degli studenti con disabilità intellettiva nei percorsi di alternanza scuola lavoro, nelle esperienze di tirocinio curriculare e nelle mobilità europee. Sono gli obiettivi del progetto Incluvet di cui FormAzione CO&SO Network è promotore, finanziato dal programma Erasmus Plus dell’Unione Europea KA2-Partenariati Strategici.

INCLUVET promuove la formazione di insegnanti e personale che lavorano con studenti disabili allo scopo di rendere pIù concreta la loro esperienza di tirocinio o di alternanza scuola-lavoro e, di conseguenza,  aumentare le possibilità di ottenere una futura occupazione anche in un contesto europeo.

La formazione dei docenti degli istituti tecnino-professionali sarà regolata da linee guida.  Saranno, inoltre, creati un Vademecum per tutor aziendali, da distribuire ai mentori allo scopo di supportare gli studenti con disabilità intellettiva nei percorsi di tirocinio, e  un vademecum per la mobilità rivolto agli accompagnatori.

Le linee guida e i vademecum sono stato oggetto del secondo meeting transnazionale del progetto che si è svolto lo scorso 10 e l’11 Aprile 2018, presso la sede dell’Institut National Superieur De Formation Et De Recherche Pour L’education Des Jeunes Handicapes Et Les Enseignements Adaptes (INS Hea) a Suresnes (Parigi). E’ stata l’occasione per fare il punto sui primi risultati dei focus group realizzati in ogni paese partner, CHE hanno coinvolto circa 75 docenti.

Per maggiori informazioni  ed essere aggiornato sull’andamento del progetto è possibile visitare il sito www.incluvet.eu

La prima regola è che in ogni squadra devono giocare rappresentanti di almeno due nazionalità diverse. Il torneo di calcio Goal oltre i confini, promosso dalla Cooperativa sociale Odissea del consorzio Co&So e dal Comune di Capannori si terrà, come da tradizione, al campo di calcio dei Laghetti di Lammari, dalle ore 14 di domenica 20 maggio.

Il torneo fa parte della manifestazione “Tutti in gioco”, che ha al centro moltissime discipline sportive ed è dedicata in particolare agli studenti capannoresi, agli atleti speciali, ma anche a tutta la cittadinanza. Una manifestazione fondata sui valori della solidarietà e lo sport per tutti.

A “Goal oltre i confini” partecipano sei squadre, divise in due gironi, formate dai richiedenti asilo dei centri di accoglienza gestiti dalla cooperativa Odissea e da cittadini giovani e meno giovani. “La gara è un’opportunità di conoscenza, di interazione, all’insegna di uno sport che piace a tutti. E non manca mai un po’ di sano agonismo e il tifo del pubblico”, racconta Valerio Bonetti, responsabile della cooperativa Odissea che ringrazia Il Lammari Calcio per la disponibilità dei campi. Sono almeno otto le nazionalità rappresentate nel torneo molti dei calciatori vengono dall’Africa subsahariana, dal Bangladesh, dal Pakistan e ovviamente dall’Italia.

Alle 18 sono attese le premiazioni delle squadre sul palco della manifestazione “Tutti in gioco”: una coppa va alla squadra vincitrice del torneo, ma riconoscimenti avranno anche la squadra che ha dimostrato più fair play, la squadra con più nazionalità, e anche il giocatore che viene da più lontano e quello più anziano. “Perché quello che conta è passare un pomeriggio di divertimento insieme”, dicono dalla cooperativa specializzata in servizi rivolti alla comunità migrante nel territorio tra Capannori e Lucca, come la gestione di sportelli immigrati per emissione, rinnovo e aggiornamento dei documenti di soggiorno; le case di accoglienza; i servizi di mediazione sociale; i laboratori creativi aperti a tutta la cittadinanza per stimolare il dialogo tra le culture.

 

Sette itinerari da maggio a ottobre,  passeggiate tre le vigne del Montalbano, visite nella Villa Medicea La Magia e nelle cantine della Fattoria Betti e per concludere degustazioni di una selezione incredibile di vini. Tutto questo è Paesaggi di Vini, evento promosso dall’associazione culturale The Wall, in collaborazione con la cooperativa Keras aderente al consorzio Co&So, la Società agricola Betti e con il patrocinio del Comune di Quarrata.

Primo appuntamento sabato 19 maggio dalle 10, con visita guidata e degustazione di Chianti Montalbano Riserva e Pagro de’ Betti (costo 22 euro a persona).

Architettura, arte, trekking e tradizione saranno i protagonisti di questi eventi. “Sarà un’occasione unica per scoprire il lato più bello del Montalbano – dichiara Emanuel Carfora, presidente della cooperativa Keras – Itinerari pensati per valorizzare il meglio ciò che il territorio offre, dalla cultura, alla natura, alle tradizioni enogastronomiche. Tutto ciò è stato possibile grazie ad una collaborazione positiva tra diverse realtà, unite dall’amore e dal rispetto per il territorio”

La cantina presenta uno stile unico nel suo genere, arricchita da opere pittoriche ispirate al vino e alle attività vinicole. La Villa Medicea La Magia di Quarrata è patrimonio Unesco dal 2013, già appartenuta a importanti famiglie nobili toscane e ai Medici di Firenze, oggi è di proprietà del Comune di Quarrata. Opere di arte contemporanea caratterizzano il giardino e il parco e nel corso della visita sarà visibile anche un importante ciclo di affreschi ispirati a Bacco, Dio del vino e della vendemmia, alcuni dei quali attribuiti a uno dei maggiori esponenti della pittura toscana del Settecento: Giovanni Ferretti.

Il costo a persona comprende il biglietto di ingresso e la visita alla Villa Medicea La Magia, la visita guidata ai vigneti e alla cantina con degustazione dei vini, accompagnati da ricco buffet di salumi, formaggi, crostini toscani e in alcuni appuntamenti un primo piatto.

 

Ecco il calendario degli eventi:

Sabato 19 maggio 2018, ore 10:00/12:30

Visita guidata a Villa Medicea La Magia Fattoria Betti.

Degustazione Chianti Montalbano Riserva e Pagro de’ Betti. € 22 a persona

 

Sabato 9 giugno 2018, ore 15:00/17:30

Visita guidata a Villa Medicea La Magia Fattoria Betti.

Degustazione Chianti Montalbano e Creto de’ Betti, € 22 a persona

 

Sabato 30 giugno 2018, ore 10:00/13:00

Visita guidata a Villa Medicea La Magia, parco arte contemporanea e trekking nella vigna Betti.

Degustazione Chianti Montalbano, Pagro de’ Betti e Caprone, € 26 a persona

 

Domenica 22 luglio 2018, ore 10:00/14:00

Visita guidata a Villa Medicea La Magia Fattoria Betti.

Degustazione Chianti Montalbano, Chianti Montalbano Riserva, Creto de’ Betti, Caprone, € 32 a persona

 

Sabato 25 agosto 2018, ore 15:00/17:30

Visita guidata a Villa Medicea La Magia Fattoria Betti.

Degustazione Chianti Montalbano Riserva e Pagro de’ Betti, € 22 a persona

 

Sabato 15 settembre 2018, ore 15:00/18:00

Visita guidata a Villa Medicea La Magia, parco arte contemporanea e trekking nella vigna Betti.

Abbigliamento comodo.Degustazione Chianti Montalbano, Caprone e Prunideo, € 26 a persona

 

Domenica 14 ottobre 2018, ore 10:00/14:00

Visita guidata a Villa La Magia Fattoria Betti.

Degustazione Caprone, Pagro de’ Betti,  Chianti Montalbano Riserva, Semel, € 32 a persona

Punto di ritrovo per tutti gli itinerari è l’ingresso della Villa Medicea, in via Vecchia Fiorentina, Primo Tronco n.63, Quarrata. Prenotazione obbligatoria bookingwinetasting@fattoriabetti.it oppure sms al numero:  347 3437462

 

Qui il programma completo

 

Un progetto di mediazione di strada a Prato per i senza dimora nato nel 2015 che è diventato un modello di intervento capace di risolvere situazioni di degrado e di conflitto e di sviluppare legami solidali.

Si chiama NOI – Mediazione di Strada, coordinato dalla cooperativa sociale “Il Cenacolo” aderente al Consorzio Co&So, con la cooperativa “Pane e Rose”e finanziato dal Comune di Prato e dalla Regione Toscana nell’ambito del Progetto Prato, in collaborazione con il Pin Polo Universitario Pratese.

 

Il progetto diventa oggetto di studio in un convegno in programma il prossimo 14 maggio, dalle ore 9, nella sala conferenze R.Berti della Biblioteca Lazzerini di Prato (via Puccetti 3)

 

Qui il programma

 

Un’intera giornata in cui si approfondiranno metodi e si condivideranno esperienze sull’inclusione sociale, ascoltando gli operatori e i comitati di cittadini. Interverrano Simone Faggi, vicesindaco Comune dI Prato e gli assessori Simona Mangani (Cultura) e Luigi Biancalani (Servizi Sociali e Sanità). Parteciperà all’incontro anche il Gruppo Abele di Don Luigi Ciotti

 

Ai parteciparti al convegno verrà rilasciato, su richiesta,  un attestato di partecipazione con l’indicazione delle ore di presenza

Per informazioni: Simonetta Giotti – Coordinamento Professionale Comune di Prato s.giotti@comune.prato.it;
Veronica Pugi – Responsabile gestione qualità agenzia formativa del Comune di Prato v.pugi@comune.prato.it

 

Lo scorso anno, l’attività di mediazione e sostegno degli operatori e dei professionisti ha coinvolto 320 persone che vivono una condizione di marginalità, 268 uomini, 42 donne e una famiglia.  204 tra i 30 e i 49, 55 tra i 50-65 anni, 45 tra i 18 e i 29 anni, poi 5 minori e 11 persone oltre i 65 anni. Le persone intercettate con problemi di tossicodipendenze sono state 81, 39 invece sono le persone intercettate che vivono per strada con problemi di tipo psicologico o psichiatrico.Quest’anno il Progetto NOI cresce. Gli operatori passano da 3 a 6: verranno inserite la figura di un legale e di uno psicologo, per venire incontro a tutte le esigenze e dare risposte più immediate e risolutive ai bisogni; a presidiare le strade ci sarà anche un infermiere di strada, che aiuterà le persone a iscriversi al servizio sanitario, a scegliere il medico e il pediatra, faciliterà l’accesso alle strutture sanitarie e valuterà le condizioni di salute generali delle persone senza dimora. Verrà intensificata la collaborazione con le scuole, dopo la positiva esperienza nella scuola dell’Infanzia “Il Campino” sulla sensibilizzazione verso la raccolta dei rifiuti pericolosi. Proseguirà inoltre il lavoro mattutino nelle stazioni, portando la colazione alle persone che lì dormono per instaurare così legami nuovi

Migliorare le conoscenze e le competenze degli operatori ed educatori che si occupano di giovani rifugiati e migranti. E’ questo l’obiettivo del corso di formazione  del progetto europeo REACH-OUT, finanziato dal Programma Erasmus+ KA2 della Commissione Europea, che si è tenuto  a Izmir, in Turchia, dal 16 al 20 aprile scorso

Al corso hanno partecipato 20 operatori provenienti dall’Italia, Turchia, Austria e Grecia. Il gruppo italiano ha coinvolto due cooperative di Co&So: la cooperativa sociale Odissea di Capannori e la Cooperativa Arké di Pistoia.

Attraverso strumenti innovativi, i partecipanti hanno migliorato la loro professionalità e adottato nuovi strumenti per lavorare con i giovani rifugiati. L’evento è stata anche l’occasione per costruire una rete con le organizzazioni partners

Visto il suo successo, il corso sarà ulteriormente promosso sul portale SALTO-YOUTH per eventuali edizioni future.

Per maggiori informazioni ed essere aggiornato sull’andamento del progetto visita il sito:

http://reachout.yasar.edu.tr/

https://www.facebook.com/reachoutproject/

https://twitter.com/Reach_out_proje

Un legale, uno psicologo e un infermiere di strada, per aiutare senza  dimora  e persone in grave difficoltà socio economica, ma anche per risolvere situazione di degrado e di conflitto. Sono le principali novità per il 2018 del Progetto NOI – mediazione di Strada, un progetto coordinato dalla cooperativa sociale “Il Cenacolo” aderente al Consorzio Co&So, con la cooperativa “Pane e Rose”e finanziato dal Comune di Prato e dalla Regione Toscana nell’ambito del Progetto Prato, in collaborazione con il Pin Polo Universitario Pratese. Le novità del 2018 sono state illustrate venerdì 13 aprile dal vicesindaco e assessore alle Politiche per la cittadinanza Simone Faggi, dal direttore dell’area inclusione e accoglienza de “Il Cenacolo” Andrea Ricotti, dalla responsabile dell’area inclusione di “Pane e Rose” Lara Toccafondi, dal coordinatore di Progetto NOI Marco Ceccarelli e dal direttore del Pin Enrico Banchelli, in occasione della presentazione del  report sul lavoro svolto nel 2017.

Lo scorso anno, l’attività di mediazione e sostegno degli operatori e dei professionisti ha coinvolto 1145 persone che vivono una condizione di marginalità, 712 uomini, 433 donne e una famiglia. 401 persone hanno tra i 41-50 anni, 297 tra i 31 e i 40, 212 tra i 51-60 anni, 159 tra i 19 e i 30 anni, poi 5 minori e 82 persone oltre i 61 anni. Le persone intercettate con problemi di tossicodipendenze sono state 81, 39 invece sono le persone intercettate che vivono per strada con problemi di tipo psicologico o psichiatrico. “Nel corso dell’anno abbiamo registrato una media di 3 contatti al giorno, totalizzando un numero di interventi davvero notevole: lo scetticismo che abbiamo riscontrato qualche anno fa è stato sconfessato dai dati, che testimoniano infatti un allargamento del progetto sia per quanto riguarda il territorio da esso coperto che per il suo target di riferimento” afferma Enrico Banchelli. “Il Pin ha dato anche un appoggio logistico al progetto, fornendo agli operatori una base operativa nel cuore della loro area d’intervento”.

Per l’assessore Faggi “la marginalità è un problema in fase di oggettiva crescita: ne abbiamo avuto la conferma affrontando l’emergenza freddo di questo inverno, in cui abbiamo accolto nelle notti più fredde 40 persone invece delle 20 degli anni passati. La presenza continuativa degli operatori in strada ci consente di identificare ed affrontare le situazioni a rischio, collaborando con i cittadini in un processo sia di prevenzione del disagio che di promozione del benessere e del decoro urbano. Progetto NOI, per esempio, ci ha permesso di affrontare in maniera civile una situazione particolarmente delicata come lo sgombero dell’ex Valore avvenuto nello scorso anno: grazie all’intervento degli operatori è stato possibile trovare un punto di contatto con gli occupanti e trovare insieme, prima dello sgombero, nuove soluzioni per la loro accoglienza”.

Gli operatori collaborano attivamente con la comunità, avendo rapporti continuavi con i comitati di cittadini, le istituzioni e le scuole. Nel 2017 sono stati 1044 i contatti avuti, da cui si sono generate segnalazioni e necessità di intervento attraverso la mediazione. Molto utilizzato anche lo sportello di ascolto posto all’interno della Mensa Giorgio La Pira. Altri utenti sono stati invece segnalati direttamente dalla direzione dei Servizi Sociali del Comune di Prato. L’attività di presidio territoriale si è ampliata oltre il centro storico, quindi verso la stazione centrale, viale Vittorio Veneto, via Roma, via Baldinucci, via Ferrucci, piazza Oberdan, il parco Reginaldo Giuliani e le zone adiacenti. Per il 2018 l’attività si allargherà ancora: oltre ai percorsi di sostegno, mediazione e presidio, saranno incentivate le attività multidisciplinari.

“Per quest’anno stiamo lavorando su due fronti – spiega  Andrea Ricotti – da una parte rafforziamo i legami costruiti in questi mesi, soprattutto con le associazioni di cittadini e allo stesso tempo vogliamo incentivare una partecipazione attiva rendendo i residenti e i negozianti protagonisti del processo di integrazione e di risoluzione dei conflitti. Stiamo lavorando anche ad un percorso di educazione con le persone che vivono una situazione di marginalità, per favorire il processo di integrazione. I risultati raggiunti in questi mesi ci spingono a lavorare in questa direzione, grazie anche  alla collaborazione attiva con le istituzioni, come il Comune di Prato, e le altre associazioni che sul territorio vivono e lavorano”.

I nuovi passi del Progetto NOI nel 2018. Gli operatori passano da 3 a 6: verranno inserite la figura di un legale e di uno psicologo, per venire incontro a tutte le esigenze e dare risposte più immediate e risolutive ai bisogni; a presidiare le strade ci sarà anche un infermiere di strada, che aiuterà le persone a iscriversi al servizio sanitario, a scegliere il medico e il pediatra, faciliterà l’accesso alle strutture sanitarie e valuterà le condizioni di salute generali delle persone senza dimora. Verrà intensificata la collaborazione con le scuole, dopo la positiva esperienza nella scuola dell’Infanzia “Il Campino” sulla sensibilizzazione verso la raccolta dei rifiuti pericolosi. Proseguirà il lavoro mattutino nelle stazioni, portando la colazione alle persone che lì dormono per instaurare così legami nuovi. “Lo scorso anno in 8 uscite sono state intercettate 120 persone” afferma il Coordinatore Marco Ceccarelli. “Verrà implementato il lavoro notturno, per monitorare e lavorare sulle situazioni critiche, soprattutto dal punto di vista sanitario. Vista la quotidiana presenza di senzatetto, la Biblioteca Lazzerini verrà monitorata maggiormente dagli operatori. Verrà inoltre attivato anche un numero telefonico a cui risponderà un operatore 24 ore su 24. Per tre nuclei familiari già seguiti dai servizi sociali, verrà creato un percorso specifico verso l’autonomia abitativa. Periodicamente ci saranno incontri con i servizi sociali del comune di Prato, per concordare e confrontarsi su casi ben specifici”.

Per raccontare l’esperienza fatta dal 2015 ad oggi, individuare nuovi bisogni del territorio e contemporaneamente elaborare nuove metodologie di intervento,  il 14 maggio si terrà il convegno  “Noi…Altri” a Prato, presso la Biblioteca Lazzerini. Parteciperà all’incontro anche il Gruppo Abele di Don Luigi Ciotti. Quell’occasione sarà un importante momento di scambio e di riflessione per fare  un ulteriore passo avanti nell’affrontare e superare il problema della marginalità

Una nuova sala chirurgica, che a regime permetterà circa tremila interventi l’anno fra chirurgia ambulatoriale semplice e complessa e 600 endoscopie. La struttura arricchisce i servizi del Poliambulatorio San Giuseppe di Pontedera, gestito per l’Arciconfraternita della Misericordia di Pontedera e dalla cooperativa sociale Stefano Corte aderente al Consorzio Co&So.

Una realtà, quella del San Giuseppe, che è cresciuta nel tempo diventando nel 2011 poliambulatorio con autorizzazione sanitaria, e quindi punto di riferimento per tutta la Valdera, con circa 80 professionisti a disposizione e con tariffe per gli utenti più accessibili rispetto ai prezzi di mercato. Ogni anno sono circa 10mila le afferenze del poliambulatorio per visite specialistiche ed odontoiatriche e la tendenza segna un aumento, anche in vista della imminente messa a regime della nuova sala chirurgica. 

La sala è stata inaugurata alla presenza delle autorità e delle realtà locali coinvolte e di suor Maria, in rappresentanza delle Suore Figlie della Carità di San Vincenzo, proprietarie dell’Istituto. Sono intervenuti: il sindaco di Pontedera e presidente della Società della Salute Valdera, Simone Milozzi, l’assessore regionale al Diritto alla Salute, Stefania Saccardi, il consigliere regionale, Antonio Mazzeo, il direttore generale della USL Toscana nord ovest, Teresa De Laurentis, il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Pisa, Giuseppe Figlini. Sono intervenuti anche i medici Orlando Goletti, Stefano Moscardini e Rossano Caglieri.

In collaborazione con i soci Gaia e Stefano Corte, la Misericordia di Pontedera consolida in maniera importante le opportunità di cura che è in grado di fornire alla cittadinanza e rende il Poliambulatorio San Giuseppe un punto di riferimento a Pontedera per la salute delle persone – dichiara il Governatore della Misericordia Prof. Renato Lemmi –   Un risultato affatto scontato quando alla fine del 2006 la Misericordia avviò un percorso di subentro e di ristrutturazione dell’Istituto San Giuseppe per impedire che il servizio e la struttura venissero meno a causa dell’impossibilità per le Suore “Figlie della Carità di San Vincenzo” di continuare l’attività assistenziale. Questo progetto è un’ulteriore conferma dell’attenzione che la Misericordia porge alle esigenze del territorio e dell’impegno fattivo a cercarne la soluzione.”

La nuova sala chirurgica risponde ad un’esigenza specifica del territorio – dichiara Stefania Lupetti, membro del CdA della Cooperativa Stefano Corte e Presidente della Cooperativa SPES – Siamo una cooperativa sociale, la nostra vocazione è quella di ascoltare i bisogni delle persone e trovare soluzioni adeguate. L’allungamento delle liste di attesa e la domanda crescente di visite ci hanno spinto a fare questo investimento insieme alla Misericordia e alla società Gaia Srl, società nata su spinta della nostra cooperativa. Il nostro intento è quello di affiancare il sistema sanitario e siamo convinti che questo nuovo corso porterà beneficio alla nostra comunità.”

La nostra società– dichiara Emanuele Lombardo, presidente di GAIA srl – con la sua azione imprenditoriale si prefigge di investire in progetti che permettano di sostenere l’erogazione di prestazioni sanitarie da parte di soggetti cooperativistici e non, soggetti che intendono fornire una risposta alla crescente domanda del territorio a condizioni sostenibili per il paziente pagante e che non ha particolari coperture assicurative. La nostra è una società con caratteristiche particolari: ha un azionariato diffuso e raccoglie tra i soci cooperative sociali e di lavoro, membri di associazioni, professionisti, privati; è inoltre socio ISBEM – Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo –  e sostiene la ricerca scientifica (CNR – progetto DIXIS – “Data Intellingence per l’Integrazione Sanitaria”, con l’obiettivo di identificare un primo livello di screening della domanda di assistenza espressa dalla popolazione del territorio). Con la nostra azione si intende contribuire ad offrire una valida alternativa in un’area di mercato che si prevede in espansione nei prossimi anni, destinata a divenire terreno di conquista di aziende private squisitamente profit, se non si è in grado di proporre soluzioni diverse. Noi siamo convinti che questo progetto, nato dall’idea del dott. Carlo Macaluso e dalla sua visione di evoluzione del sistema sanitario, possa costituire una valida alternativa.”

“Il Poliambulatorio San Giuseppe di Pontedera è un ottimo esempio di collaborazione e integrazione tra strutture del volontariato, come la Misericordia, e sanità pubblica – dice l’assessore al diritto alla salute, welfare e integrazione sociosanitaria della Regione Toscana Stefania Saccardi – Ormai da anni il Poliambulatorio offre alla cittadinanza di Pontedera servizi sanitari di qualità. Questa nuova sala chirurgica accresce le potenzialità e arricchisce la gamma dei servizi offerti, contribuendo a ridurre le liste di attesa. Un grazie quindi a quanti hanno reso possibile questa nuova realizzazione e un augurio di buon lavoro a tutto il personale impegnato qui”.

Un giornale che racconta di paesi lontani, sogni e speranze ma anche drammi umani e difficoltà da superare ogni giorno. Dopo un periodo di sperimentazione in Mugello, parte a tutti gli effetti “La Nostra Voce”, il bimestrale scritto dai richiedenti asilo delle strutture di accoglienza gestite dalla cooperativa Il Cenacolo. Il giornale sarà distribuito in 200 copie gratuite a Fiesole e dintorni. “Un’esperienza unica per gli ospiti delle nostre strutture perché con carta e penna hanno la possibilità di raccontare chi sono e farsi conoscere nel territorio che li accoglie – dice Matteo Conti, presidente della cooperativa “Il Cenacolo”, aderente al Consorzio Co&So -. Questa è un’opportunità importante di avvicinamento ai profughi, soltanto attraverso la conoscenza delle loro storie e delle loro difficoltà si possono abbattere tanti muri che oggi ci separano da una reale integrazione”.

Per il momento sono stati coinvolti cinque migranti, che fanno da “giornalisti” andando a raccogliere storie e facendo interviste, ma il loro numero è destinato a crescere. I profughi arrivano da paesi diversi Gambia, Nigeria, Senegal, Costa D’Avorio. Nel giornale sono raccontate tradizioni e culture diverse, e soprattutto esperienze di vita in Italia, dalla diffidenza di alcuni nei loro confronti alla gentilezza di altri che li hanno accolti senza pregiudizi. Ma scrivere è anche un modo per esorcizzare le sofferenze subite: “Mai avrei pensato che sari sopravvissuto alla Libia per gli abusi subiti, sia fisicamente che verbalmente. Ogni giorno era come vivere l’inferno, ho vissuto ogni giorno col pensiero di essere ucciso”, racconta nel suo articolo Cessay Omar.

“L’idea di questo giornale – racconta Matteo Conti, presidente la cooperativa Il Cenacolo – è nata quando abbiamo letto la commozione negli occhi di un giovane ghanese subito dopo avergli dato una matita e un quaderno. Lo scopo è che, questa volta, siano proprio gli immigrati a dare qualcosa agli italiani”. Anche la distribuzione è curata dai richiedenti asilo, che possono usare quest’occasione per parlare con le persone.  

Un torneo di calcio, giochi e attività per grandi e piccoli e momenti di riflessione e confronto con le istituzioni.  E’ il meeting sull’educazione “Dammi il 5!”, dal 7 al 10 maggio,  ma a tutti gli effetti è la festa del Quartiere 5 di Firenze, organizzata dalla cooperativa Il Cenacolo aderente al Consorzio Co&So e dal Quartiere 5, grazie alle realtà educative che operano nel quartiere Le Piagge, come il Centro Giovani Isola, la Ludoteca La Prua e il bar no-alcool L’Approdo.

 

Nato nel 2010,  l’evento ha uno scopo: aiutare, o meglio educare,  i cittadini ad essere parte di una comunità, soprattutto in realtà periferiche. Per farlo istituzioni e operatori del privato sociale lavorano insieme per approfondire e arricchire i metodi educati destinati a giovani e meno giovani che vivono una determinata realtà.

Si parte lunedì pomeriggio, dalle 16, al Centro giovani Isola in via della Sala 2/d, con il  laboratorio sul gioco e legalità  e le attività ludiche per bambini e genitori. Il giorno dopo (sia l’8 che il 9 maggio) entra nel vivo il “Torneo della Legalità” di calcio  presso la Polisportiva  Firenze Ovest in via Pistoiese 373 Firenze. Mercoledì, all’ITI Leonardo da Vinci, dalle 10 alle 13, i ragazzi parteciperanno ad un seminario con la polizia di stato e la polizia municipale insieme al presidente del quartiere 5 Cristiano Balli. Giovedì pomeriggio, dalle 16, sono in programma giochi e animazione per tutte le età  nello spazio verde antistante al Viper Theatre in via Lombardia 319.

La sera, dalle 20.30, arriva il momento clou:  il palco del Viper si anima con Hip Hop Jam e i giovani musicisti.  Protagonisti i ragazzi che vivono nel quartiere Le Piagge e i giovani ospiti dei centri di accoglienza

 

“Non sarà solo un concerto, ma sarà l’occasione per comunicare uno scambio culturale positivo,  un dialogo sincero tra mondi spontaneamente vicini – dichiara Gabriele Cicconi della Cooperativa il Cenacolo – Abbiamo attivato con questi ragazzi percorsi di integrazione e di inclusione sociale e queste occasioni di restituzione sono fondamentali per costruire un senso di comunità e allontanare pregiudizi e luoghi comuni”