Oggi alle 19 la festa alla Casa della Speranza di Ugnano

“Il nostro obiettivo: rafforzare i progetti di vita indipendente per le persone disabili”

 

Pistoia, 24 luglio 2017 – Compie dieci anni la Cooperativa Sociale La Fenice e festeggia alla Casa della Speranza di Uzzano, oggi dalle 19, con le “sue” 80 famiglie, i suoi 40 dipendenti, i 24 soci. L’occasione per ricordare un percorso virtuoso che ha portato La Fenice a diventare in Valdinievole un punto di riferimento soprattutto per il settore della disabilità.

“Eravamo cinque giovani neolaureati in scienze dell’educazione e psicologia – racconta la presidente della Fenice Chiara Malucchi – partendo dalle sollecitazioni della Cooperativa Sociale di inserimento lavorativo “La spiga di grano” e l’associazione di volontariato “La Gometa” Onlus abbiamo dato vita a una cooperativa che potesse progettare nuovi servizi sul territorio e innovare servizi tradizionali. La cooperativa si è costituta con l’obiettivo di aprire una struttura residenziale per ospitare le persone disabile pronte ad avviare un loro percorso di vita indipendente. Abbiamo nel frattempo avviato altri progetti ma oggi questa struttura c’è, ha otto posti disponibili ed è già abitata da sette persone”.

È la Casa della Speranza di Uzzano che ospita il progetto “Vivere Insieme” ma grande successo hanno riscosso in questi anni anche i fine settimana per disabili “Provo a vivere da solo”, tutti progetti realizzati grazie alla convenzione con Società della Salute della Valdinievole: “Fondamentale nel nostro lavoro è sempre stato il rapporto di stretta collaborazione con le associazioni dei familiari (Associazione Azzurra e Associazione Tuttinsieme), con la cooperativa sociale la Spiga di grano e con la Pubblica Assistenza di Uzzano”, spiega la presidente.

Altri progetti della Fenice (dal 2010 fa parte del Consorzio di Cooperative Sociali CO&SO Pistoia) riguardano anche il disagio giovanile e l’integrazione socio-relazionale di chi vive realtà di emarginazione. Il modo di impostare il lavoro parte da un unico presupposto: l’attenzione non si deve rivolgere solo alle persone direttamente coinvolte, ma anche alla sua rete di relazioni, soprattutto alla famiglia.

“Una delle caratteristiche di questa cooperativa diretta da un cda tutto al femminile – commenta Malucchi – è quella di non essere statica, di saper cambiare e adattare i progetti a diverse esigenze. Siamo orgogliosi di poter essere oggi una realtà che offre diverse opportunità di lavoro sul territorio. Nel prossimo futuro lavoreremo per rafforzare i progetti di vita indipendente per le persone disabili, grazie anche alle novità che arriveranno con la legge sul Dopo di Noi”

 

La squadra della cooperativa fiorentina si aggiudica il torneo a cui hanno partecipato 174 squadre da tutto il mondo – Il presidente Conti: “Una grandissima soddisfazione”

 

Modena, 10 luglio 2017 La squadra della cooperativa sociale di Firenze Il Cenacolo ha vinto i Mondiali Antirazzisti 2017, la manifestazione organizzata dalla Uisp, l’Unione italiana sport per tutti a Castelfranco Emilia (Modena).

All’evento, nato per stimolare l’integrazione e sensibilizzare attraverso il gioco del calcio, hanno partecipato più di 4 mila persone in rappresentanza di 80 nazionalità. I mondiali sono aperti a tutti: quest’anno sono scese in campo un totale di 174 squadre, di cui 42 di migranti o rifugiati, 4 team che lavorano con il disagio mentale, associazioni antirazziste e attivisti.

La squadra de Il Cenacolo era formata da due ragazzi per ogni centro di accoglienza fiorentino gestito dalla cooperativa e da alcuni operatori della cooperativa aderente al Consorzio Co&So.

“Un appuntamento al quale abbiamo sempre partecipato – spiega Matteo Conti, presidente della cooperativa Il Cenacolo – e che quest’anno ci ha regalato un’emozione straordinaria con una vittoria sicuramente inaspettata. Siamo convinti che sia un evento che ci aiuta nel processo di integrazione che noi tutti dobbiamo perseguire grazie anche a momenti di sport e condivisione”

Un progetto di Fondazione CR Firenze e Cooperativa Il Girasole col sostegno del Comune – In aiuto degli anziani soli un pacchetto di servizi quotidiani gratuiti svolti da un team di operatori specializzati

 

Nei condomini popolari fiorentini sta per arrivare ‘l’assistente di condominio’ per combattere la solitudine e, soprattutto, per rispondere ai bisogni degli anziani con minori mezzi e problemi di fragilità. Si tratta di un pacchetto di servizi indispensabili (dalla spesa a domicilio al servizio infermieristico, dalla pulizia della casa all’accompagnamento della persona, dalla fisioterapia di gruppo allo svolgimento di commissioni particolari) compresi dal progetto ‘Assistenza domiciliare condivisa’ denominato Cocare, messo a punto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dalla cooperativa sociale Il Girasole, specializzata nei servizi di cura, e sostenuto dall’assessorato al Welfare del Comune di Firenze. Lo hanno presentato stamani in Palazzo Vecchio l’assessore al Welfare Sara Funaro, il direttore generale Fondazione CR Firenze Gabriele Gori, Claudia Fiaschi dell’ area Ricerca e Innovazione del Consorzio Co&SO e portavoce del Forum nazionale del Terzo settore, il coordinatore del progetto per la cooperativa sociale Il Girasole Neri Zini.

 

Il primo palazzo erp dove la nuova figura sarà sperimentata è quello di via Dorso Manni Gelli nel quartiere 2, il più grande condominio popolare della Toscana, dove abitano 45 ultra 70enni e dove i residenti hanno a disposizione una stanza dell’autogestione per gli incontri. Sarà il Comune a valutare i condomini popolari di sua proprietà nei quali si svolgerà il servizio che viene svolto gratuitamente da un team di operatori specializzati della Cooperativa dopo aver verificato le reali necessità degli abitanti del condominio oggetto dell’intervento (per informazioni tel 055 740462 – cocare@coopilgirasole.it). Nei mesi scorsi si è svolta una fase sperimentale in alcuni condomini fiorentini di proprietà dell’ASP Montedomini e della Fondazione comitato case ad uso degli indigenti, mentre adesso parte la sperimentazione della durata di circa un anno, che interesserà circa una sessantina di persone. Tra i tanti motivi che hanno stimolato il progetto Cocare c’è anche quello di evitare di allontanare gli anziani dalla propria casa e di aiutare quelle famiglie che si trovano a gestire situazioni fragili e che sono così alleggerite sia nell’assistenza che nei costi.

 

“Grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che finanzia il progetto sperimentale dell’assistente di condominio – ha detto l’assessore Sara Funaro -, offriamo ai nostri anziani più bisognosi un servizio importante che risponde alle esigenze loro e dei familiari che li assistono. L’assistente di condominio ha un valore fondamentale poiché tra i suoi ‘compiti’ ha anche quello di promuovere la socialità degli anziani favorendo inoltre lo sviluppo di relazioni di buon vicinato. Trovo, infatti, che sia un ottimo antidoto alla solitudine, nemica della salute soprattutto degli anziani”. “Con l’assistente di condominio diamo un servizio che risponde non solo ai bisogni singoli e differenziati degli anziani – ha spiegato Funaro -, ma anche ai bisogni di socializzazione e agendo a livello condominiale ci permette di intervenite stimolando rapporti di buon vicinato”. “La sperimentazione in via Dorso Manni Gelli vuole dare una risposta ai tanti anziani che vivono negli alloggi erp – ha concluso l’assessore Funaro – e contribuisce a dare gambe al nostro progetto di creare condomini popolari centrati sulla socializzazione e il buon vicinato”.

 

“Con questo progetto – dichiara il direttore generale della Fondazione CR Firenze Gabriele Gori – la nostra Istituzione alimenta quel Welfare di Comunità che deve, col tempo,  divenire cifra distintiva delle misure che aiutano il benessere in una logica aperta e condivisa e quindi caratterizzata da maggiore sostenibilità. Una linea che ben si coniuga con l’attenzione che la Fondazione presta al problema casa, ai nuovi modelli di abitare che, proprio come l’assistenza condivisa, dovranno essere caratterizzate da reti collaborative che mettono al centro l’importanza del fare comunità”.

 

“La Cooperativa è da sempre impegnata, insieme al consorzio Co&so, nel rispondere ai nuovi bisogni della comunità attraverso la sperimentazione di progetti sia residenziali che domiciliari  – ha detto il presidente della Cooperativa sociale Il Girasole Claudio Giannini -. Il nostro obiettivo primario è offrire, tramite un team di professionisti qualificati, assistenza di qualità, aiuti concreti e servizi flessibili che rispondano alle difficoltà che gli anziani affrontano ogni giorno”.

 

“È importante investire sui contesti di vita delle persone – ha dichiarato Claudia Fiaschi dell’ area Ricerca e Innovazione del Consorzio Co&SO e portavoce del Forum nazionale del Terzo settore – sulle relazioni sociali di vicinato e nel territorio. È nostro obiettivo migliorare il benessere delle persone favorendo processi di invecchiamento attivo che aiutano a prevenire e ritardare la non autosufficienza. Nessuno deve rinunciare a cure di qualità perché alcuni servizi possono essere condivisi quando ci sono legami di fiducia. È questa  la scommessa di Cocare”.

 

Il progetto dell’assistente di condominio si compone di 4 fasi, preceduti da una fase zero, che è attualmente in corso negli alloggi popolari, che prevede la realizzazione di una mappatura e analisi del contesto (target famiglie, condomini e territorio), delle tipologie di bisogno (social, socio-sanitario e socio-assistenziale) e della sostenibilità del modello proposto. La prima fase del progetto prevede l’attivazione del Servizio sportello attivo due volte la settimana in 10 condomini della città per intercettare i bisogni specifici dei nuclei familiari, offrire colloqui individuali al domicilio dell’anziano e predisporre pacchetti di servizi specializzati. La seconda fase, invece, prevede l’attivazione dei servizi individuati e il monitoraggio in itinere dell’andamento del progetto e della soddisfazione degli utenti. La fase numero tre è incentrata sulla valutazione dei risultati: ovvero la soddisfazione degli anziani assistiti, il sollievo dei caregiver familiari, l’organizzazione del servizio e la sostenibilità a lungo termine. Infine, l’ultima fase, la quattro, si basa sull’implementazione e la diffusione del progetto con l’individuazione di nuovi condomini.

 

La costante crescita della popolazione over 65 è tale da posizionare la Toscana al terzo posto tra le regioni più anziane del Paese, con circa un quarto di popolazione anziana residente. Una tendenza destinata ad aumentare nel prossimo futuro e che, a fronte dell’assottigliamento delle reti familiari, va a pesare sempre più sull’indice di pressione dei grandi anziani (over 84) rispetto ai potenziali caregiver (50-74enni). In aumento è anche il numero di famiglie unipersonali composte da anziani soli. Sono circa 629.000 le famiglie con almeno un anziano presente e 396.000 quelle composte da anziani soli. La solitudine abitativa, se da una parte indica autonomia fisica ed economica, dall’altra costituisce un fattore di rischio per l’aggravamento delle condizioni di salute dell’anziano e per l’isolamento fisico e relazionale che, unito ad altre condizioni di disagio, raffigura uno dei quadri tipici dello scivolamento nell’area a rischio non autosufficienza. Nella sola area fiorentina sono circa 13.764 gli anziani fragili a rischio di non autosufficienza. Sul versante dei servizi si contano in Toscana quasi 400 strutture di accoglienza per anziani, per circa 12.667 posti letto destinati a non autosufficienti e circa 95.000 anziani assistiti in assistenza domiciliare. Ma spesso tali servizi risultano ancora troppo onerosi per le famiglie che ne avrebbero bisogno.

 

Per intercettare i bisogni reali e percepiti dal territorio in materia di assistenza agli anziani, è stata anche fatta un’indagine telefonica nei quartieri delle Cure, di Campo di Marte e a Novoli. Un 15 per cento della popolazione residente ha dichiarato di aver bisogno di un servizio di assistenza agli anziani della propria famiglia. Nel dettaglio il 56 per cento avrebbe bisogno di cure alla persona, il 46 per cento avrebbe bisogno di pulizia e lavori domestici, il 30 per cento avrebbe bisogno di una persona per uscire di casa. Un 70 per cento degli intervistati ha giudicato l’assistenza condominiale un servizio utile, il 20 per cento per motivi economici, un altro 20 per cento per avere un servizio di maggior fiducia e sicurezza. Il modello di servizio che sarà presto veicolato in nuovi condomini, è a titolo gratuito, e prosegue, in un preciso momento, quello estivo, dove sono più alti i rischi di isolamento e conseguente fragilità sanitaria.

Il 5 luglio nel quartiere di San Paolo la festa del progetto con laboratori per bambini e cori gospel – Il progetto è promosso della cooperativa Convoi

Prato, 3 luglio 2017I bambini si potranno divertire con ago, filo e fantasia nel laboratorio aperto, gratuito, pensato per loro. E tra le macchine da cucire e i manichini intoneranno i loro canti i cori gospel. Arriva mercoledì 5 luglio la festa del progetto “Tessuti di Periferia”, nel quartiere di San Paolo a Prato, all’interno della manifestazione “Assaggi d’Estate”.

 

“Tessuti di periferia” ha coinvolto nell’ultimo anno una ventina di donne, italiane e straniere, che hanno imparato l’arte della sartoria e delle confezioni e che si avviano ora a mettere a frutto il loro nuovo mestiere. Il progetto è stato portato avanti dalla cooperativa Convoi, aderente al Consorzio Co&So, è stato promosso dal Comune di Prato e realizzato con un finanziamento nazionale pubblico del Dipartimento per le Pari Opportunità Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali UNAR della Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

 

Le donne che hanno preso parte al percorso formativo professionalizzante, finalizzato all’acquisizione di nozioni tecnico pratiche sull’arte del cucito e grazie all’apertura di spazi industriali e ad alcune borse lavoro è nata in via San Paolo 255, a Prato, una vera e propria micro impresa. Il laboratorio di Convoi ha come finalità principale l’aspetto lavorativo ed occupazionale nei confronti di persone e donne anche in situazione di svantaggio sociale e disabilità psico-fisica, ma punta anche ad abbattere gli stereotipi aprendosi a momenti di socializzazione ed integrazione culturale.

 

“La festa del 5 luglio è un evento aperto al quartiere, che si avvale della collaborazione di tante realtà di San Paolo – commenta Maurizio Rossi, presidente di Convoi Onlus – a testimoniare quanto il laboratorio di “Tessuti di periferia” si inserisca nel contesto sociale di questa zona di Prato”.

 

Ecco il programma quindi del 5 luglio: il laboratorio di taglio e cucito per bambini e famiglie inizia alle 18 e sarà a cura delle donne del progetto. Alle 19 è previsto l’incontro “Perché San Paolo?” con i saluti istituzionali di Simone Faggi, vicesindaco, Mariagrazia Ciambellotti, assessore alle pari opportunità. Alle 20 ci sono i concerti dei cori gospel diretti da Patrizia Calussi: “The gospel fire choir e il primo coro italiano dei piccoli “Little big gospel choir” che invaderanno anche le strade del quartiere. Alle 21,30 torna il laboratorio per bambini stavolta in via dell’Alberaccio 69, in collaborazione con la libreria “Il Paese dei Baobab”.

Le iscrizioni per il prossimo anno si chiudono il 10 luglio. Il centro è del Comune di Pistoia e gestito dalle cooperative del Consorzio Co&So

Pistoia, 27 giugno 2017 – Anche l’aiuto per fare i compiti a casa e il recupero delle insufficienze devono ormai essere al passo con le nuove tecnologie (e con le abitudini delle nuove generazioni). Ecco che al centro studi le Crocifissine del Comune di Pistoia, la cui gestione è affidata a cooperative del Consorzio Co&So, le aule sono diventate 3.0. Il semiconvitto da quest’anno ha ripensato i suoi spazi e si è dotato di computer per tutti gli studenti, di lavagna multimediale e soprattutto di software dedicati alla didattica, anche quella per i ragazzi con bisogni educativi speciali.

C’è tempo fino al 10 luglio per iscriversi al centro che comprende anche un servizio refezione, fiore all’occhiello del semiconvitto con la sua mensa interna e l’abilità delle sue cuoche, attività laboratoriali, artistiche e sportive, ma che soprattutto offre la possibilità di essere seguiti da un team di insegnanti molto esperti che da anni garantiscono un’alta qualità al servizio e che hanno appena seguito un corso di for

mazione sui temi della relazione e comunicazione efficace con gli adolescenti e sull’uso di metodologie e strumenti tecnologici finalizzati alla diffusione della didattica inclusiva.

Un servizio completo che parte dall’ora di pranzo e va avanti fino al tardo pomeriggio, pensato a misura di ragazzo: “C’è un’attenzione particolare ad ogni singolo studente – spiega la coordinatrice Valentina Chericoni – dal punto di vista scolastico, ma anche ponendo la massima attenzione alla personalità di ognuno per sviluppare, grazie all’aiuto di docenti qualificati, un metodo di studio efficace”.

Il servizio comunale viene svolto all’interno dell’ex conservatorio Crocifissine in Via della Provvidenza, 13 nel centro storico di Pistoia. Il Centro Studi è aperto a partire dal 28 agosto 2017 fino a luglio 2018. Dal lunedì al venerdì dalle 12.30 alle 18.30. Le iscrizioni sono aperte fino al 10 luglio 2017. Per info e iscrizioni www.comune.pistoia.it  oppure rivolgersi direttamente al Centro Studi ai seguenti contatti: tel 0573 23105  cell 338 694 1968 v.chericoni@arkecoop.it

Concluso il murales di Tellas, uno dei più conosciuti street artist del mondo. Il 15 giugno è atteso Gue

Il progetto è realizzato dalla cooperativa Keras. Ogni anno coinvolti oltre 600 studenti

 Pistoia, 6 giugno 2017 – La palestra della scuola don Milani di Agliana (Pistoia) può vantare oggi un inedito enorme murales, ispirato allo stretto rapporto tra il territorio e l’acqua e le sue sfumature, a firma Tellas, uno dei più conosciuti e interessanti street artist nel panorama mondiale. La cittadina pistoiese è diventata palcoscenico a maggio dell’opera dell’artista sardo, protagonista del primo murales 2017 del progetto Street Art Agliana, arrivato alla sua quarta edizione.

L’iniziativa ideata e coordinata da Keras Società Cooperativa, aderente al Consorzio Co&So, intende valorizzare i linguaggi dell’arte contemporanea e attraverso un percorso fatto nelle scuole, far comprendere ai ragazzi l’abisso che separa vandalismo e street art.

“Il progetto è un’occasione di riqualificazione di piazze e strade, le opere degli artisti di alto livello, coinvolti nell’iniziativa, restano alla città che entra così in contatto con l’arte del presente – spiega Emanuel Carfora, ideatore di Street Art Agliana e presidente della cooperativa Keras– Ma nel dna del progetto c’è anche il coinvolgimento delle scuole, circa 600 alunni ogni anno partecipano a una serie di incontri,  nell’arco di sei mesi, per parlare da un lato di rispetto dei luoghi, di edifici e monumenti troppo spesso imbrattati di scritte, e dall’altro della vera natura della street art”.

Il progetto di sperimentazione didattica è nato a seguito di un episodio di vandalismo che aveva preso di mira il Battistero di Pistoia, nell’aprile 2014. Street Art Agliana è sostenuto dall’assessorato alla cultura del Comune di Agliana, dagli istituti scolastici e dai partner privati che forniscono materiale e attrezzature per la realizzazione delle opere.

Prima di Tellas hanno colorato la città anche Clet, famoso per i suoi particolari cartelli stradali modificati e Moneyless, artista italiano che vive e lavora a Lucca, noto a livello internazionale per aver valorizzato l’astrattismo geometrico.

Nelle prossime settimane sarà invece la volta di Gue, artista siciliano che dal 15 al 20 giugno lavorerà nel centro di Agliana, la sua missione è portare a “nuova vita” la galleria del Gallo Nero, oggi imbrattata di scritte e degradata.

​Per due mesi il Centro Slataper gestito da Il Cenacolo è stato luogo per le prove del nuovo spettacolo dedicato a Dante promosso da Culter.

Hanno partecipato oltre 150 persone fra cui migranti, detenuti, persone a rischio di emarginazione sociale. Lo spettacolo, all’alba e al tramonto, si svolgerà il 18 giugno al Giardino Bardini

Firenze, 8 giugno 2017 – Si è trasformato da alcuni mesi da centro di accoglienza in vero e proprio luogo d’integrazione grazie ad un laboratorio teatrale che ha unito persone comuni fra cui insegnanti, pensionati, professionisti, migranti, detenuti, bambini, persone con disagio psichico. E’ quanto successo a Slataper, la struttura gestita da quasi due anni dalla cooperativa Il Cenacolo, aderente al Consorzio Co&So, è luogo di assistenza delle persone più svantaggiate: dalle famiglie in condizioni di precarietà economica, ai single con figli in forte disagio abitativo, dagli anziani rimasti soli fino ai richiedenti asilo. In quasi due anni di attività sono state accolte 150 persone.

Per alcuni mesi la struttura è diventata lo spazio prove di decine di cantori e di alcuni ospiti del centro per le prove di “Piume 2021- Legato con amore in un volume ciò che per l’universo si squaderna”, il nuovo spettacolo promosso dall’associazione culturale Culter che lo scorso anno aveva trasformato il Campanile di Giotto nello straordinario palcoscenico di un’originale performance corale dedicata al tema del volo nella Divina Commedia in cui decine di persone recitavano una selezione di terzine tratte dalla Divina Commedia. Lo spettacolo è in programma il 18 giugno al Giardino Bardini, con repliche all’alba (ore 5.30, 7.00) e al tramonto (18.30, 20.00)

“Vogliamo creare vera integrazione – spiega Andrea Ricotti, direttore di Slataper – non basta impegnare i migranti nelle attività in città. Serve anche rendere i centri di accoglienza luoghi aperti alla cittadinanza, visitabili e trasparenti, creando all’interno di essi progetti che vadano proprio nell’ottica di un’interazione continua e costante tra gli ospiti del centro e cittadini. L’esperienza maturata in questi due mesi corrisponde esattamente all’idea che abbiamo di come dovrebbe essere un centro di accoglienza. In questo processo d’integrazione il teatro rappresenta sicuramente lo strumento ideale.”

‘’Grazie al contributo di Comune di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Publiacqua e a un’ampia rete di partner privati  – spiega Culter – anche quest’anno, attraverso la poesia di Dante, abbiamo l’opportunità di offrire un’occasione di educazione e un’esperienza di inclusione che accomuna cittadini fiorentini e stranieri intrecciando le identità di ciascuno e provando a sperimentare attraverso la costruzione di una comunità mista il piacere dell’accoglienza e della condivisione.”

 

 

Domani la presentazione della nuova gestione del canile. Nel 2016 circa mille adozioni fra cani e gatti

Oltre a nuove campagne di adozione anche un progetto lavorativo di qualità per le persone delle categorie protette

Pistoia, 9 giugno 2017 Il canile comprensoriale di Pistoia presenta il suo nuovo assetto gestionale con un evento in programma domani, sabato 10 giugno, a partire dalle 10,30 (via Agati 15, Pistoia). 

La Cooperativa sociale La Spiga di Grano e la sezione ENPA di Pistoia propongono una visita guidata alle canile e invitano al convegno “La nuova sperimentazione tra il più storico ente di tutela animali e la cooperazione sociale del territorio”: “Quello che presentiamo è un modello di gestione che per alcune caratteristiche è unico in Italia – spiega Enrico Pellegrini, Presidente della Cooperativa sociale La Spiga di Grano – che mette insieme l’associazione ENPA, la più antica delle associazioni animaliste italiane, riesce a ottimizzare le risorse grazie all’impegno del gruppo cooperativo Co&So e a strutturare un progetto lavorativo di qualità per persone appartenenti alle categorie protette (sono 4 quelle già impiegate nella struttura) grazie a La Spiga di Grano”.

Per i prossimi cinque anni (come da bando d’appalto), queste realtà, senza fini di lucro e che fanno parte del territorio, gestiranno insieme il canile sanitario e il rifugio, le colonie feline, il soccorso e le cure, per dare un servizio più moderno ed efficiente. “Nel canile lavorano adesso 14 persone – continua Pellegrini – i volontari ENPA avranno così modo di concentrarsi maggiormente per la promozione all’esterno delle attività connesse al bando nonché per far conoscere le politiche di adozione”.

Alla giornata di presentazione del nuovo progetto parteciperanno anche Lorenzo Terzani, presidente di Co&So, Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa, Alessandra Bonechi, rappresentante ENPA di Pistoia. Alle 12,45 ci sarà il pranzo a buffet. Da non dimenticare che anche domenica 11 giugno il canile resterà aperto ai visitatori per la giornata “Rifugi aperti”.

Il Rifugio del Cane di Pistoia è una delle strutture più attive della Toscana per l’accoglienza agli amici a quattrozampe: nel 2016 sono stati adottati 185 cani e 711 gatti oltre a altri animali in particolare roditori. Attualmente il canile rifugio ospita circa 110 cani mentre il canile sanitario circa una trentina di cani rispetto alla sua potenzialità di 74 posti e tanti gattini e gatti adulti che cercano casa e per i quali ogni sabato pomeriggio (e nel periodo estivo anche la domenica) si celebra il “Micino Day”, un’iniziativa nata nel maggio 2014, per dare incentivo alle adozioni che ha avuto molto successo e ha richiamato visitatori anche da Firenze, Prato, Lucca. 

Tra gli amici a quattrozampe che aspettano una casa che li accolga c’è il buon Timothy, un simil cane da caccia, che con la stessa speranza del primo giorno in cui è arrivato, diverso tempo fa, cerca una famiglia tutta sua, e c’è il giovane Titano, un pitbull maschio di tre anni, collaborativo ed intelligente, sa come essere dolce con le persone ma al canile soffre lo stress da vita nel box.

Tra le creature di cui ci si può innamorare all’istante ci sono Elsa (la bianca) e Vivì (la nera), due cagnette di 7 e 6 mesi, un po’ preoccupate dalle persone, ma amiche dei cani. E ci sono i protagonisti delle “adozioni del cuore”, come Cenerella, una cagnetta che a causa di un brutto incidente stradale era paralizzata e ora, completamente ristabilita, cerca casa.

L’iniziativa nata all’indomani del ritrovamento di siringhe in giardino durante la ricreazione

Progetto promosso da CenacoloPane e Rose e Istituto Comprensivo Mazzoni
per combattere il degrado e prevenire il rischio tra i bambini

 Firenze, 27 maggio 2017 – La lotta al degrado comincia dall’infanzia. Alla scuola materna ‘Il campino’ di Prato, 160 alunni si cimenteranno in un particolare gioco dell’oca per discernere oggetti pericolosi come siringhe, chiodi, vetri, da altri oggetti che invece, secondo l’educazione civica, vanno raccolti e buttati via. Tutto nasce quando, pochi mesi fa, alcuni dei piccoli alunni, durante l’ora di ricreazione, hanno rinvenuto alcune siringhe nel giardino della scuola. Genitori e maestri rimasero sconvolti e così, per prevenire il rischio, è stato deciso di organizzare questo particolare progetto. A metterlo in piedi le cooperative Il Cenacolo, aderente al Gruppo Cooperativo Co&So e Pane e Rose, in collaborazione con l’istituto comprensivo Mazzoni, nell’ambito del progetto NOI (Nucleo Operatori per l’Inclusione), sostenuto dal Comune di Prato e dalla Regione Toscana.

Il progetto si suddivide in due fasi. La prima fase è teorica. Gli educatori del Cenacolo e di Pane e Rose andranno nelle classi e mostreranno ai piccoli studenti diverse slide: la prima raffigura una siringa, la seconda un pezzo di carta e la terza un giocattolo. Sarà illustrato agli alunni come comportarsi nel caso che uno di questi tre oggetti sia ritrovato accidentalmente per terra. Nella seconda fase, si passa alla pratica. E qui entra in scena il gioco dell’oca in giardino. L’erba sarà disseminata di cartoncini su cui sono raffigurati oggetti diversi: giocattoli, siringhe, chiodi, bottigliette, pezzi di plastica, una passata, un modellino d’auto ecc. Gli studenti lanceranno i dadi e, in base al numero fuoriuscito, effettueranno il numero di passi corrispondenti. Nella posizione in cui verranno a trovarsi, dovranno raccogliere il cartoncino più vicino. Dopodiché, ultimo atto del gioco, i bambini saranno chiamati ad alzare una paletta di luce verde o luce rossa, saranno cioè chiamati a indicare se l’oggetto può essere raccolto in autonomia oppure è il caso di chiedere aiuto alla maestra.

Questo speciale gioco dell’oca – ha detto Andrea Ricotti della cooperativa Il Cenacolo – vuole aiutare i bambini a discernere da oggetti potenzialmente pericolosi, purtroppo molto frequenti anche nei giardini frequentati dai piccoli. Il nostro obiettivo è sensibilizzare e prevenire il rischio, oltre che permettere ai genitori e al personale scolastico di avere maggiore tranquillità durante le ore di gioco dei bambini”.

La fase teorica del progetto comincia lunedì 29 maggio, poi si proseguirà con la fase pratica, mercoledì 31 maggio e lunedì 5 giugno. Proprio giovedì 5 giugno sarà possibile assistere al gioco dell’oca in giardino, che per l’occasione sarà a porte aperte. E lo scorso 17 maggio si è invece tenuto un incontro sul tema, rivolto a genitori e insegnanti, con l’infettivologo Alessandro Nerli e il dottor Filippo Risaliti.

Un evento per analizzare il cambiamento delle biblioteche, sempre più centri di aggregazione

Sabato 13 maggio il monitoraggio di tre casi: Oblate, Biblioteca di Scandicci e Calenzano

In Italia si legge sempre meno, ma le biblioteche non danno segno di crisi e diventano i nuovi luoghi dell’aggregazione sociale. Per riflettere su questo cambiamento si terrà l’incontro ‘Immaginare biblioteche’, in programma sabato 13 maggio dalle 9 alle 13 al Nuovo Auditorium Centro Rogers in Piazza della Resistenza a Scandicci (ingresso libero), evento promosso da EDA Servizi, cooperativa che, insieme al consorzio Co&So, gestisce servizi in più di 50 biblioteche in vari comuni toscani e non, in particolare nei sistemi bibliotecari di Firenze, Prato, Bergamo.

L’evento intende focalizzarsi sull’analisi sul territorio dell’Area metropolitana di Firenze e prendendo come casi di studio tre biblioteche: la Biblioteca delle Oblate, la Biblioteca di Scandicci e la Biblioteca Civica di Calenzano.

Si tratta dell’evento conclusivo del percorso ‘Quando dico biblioteca, il primo percorso partecipativo realizzato nell’area di Firenze che ha coinvolto tutta la città metropolitana (istituzioni, associazioni e gruppi sociali, cittadini, operatori del settore) nella riflessione sul ruolo e sul futuro dell’istituzione biblioteca. Sarà un momento di dialogo con le diverse anime della città ma al tempo stesso avvio di una fase di concretizzazione dei risultati, articolato in tre sessioni di presentazione, di discussione in gruppi e di scambi domande e risposte, per conoscere buone pratiche, contaminare le idee e disegnare insieme proposte sul futuro delle biblioteche di pubblica lettura. Interverranno Raffaella Magnano, architetto Area Progetti Torino, Sergio Conti, già Direttore Settore Cultura, Beni Culturali e Università Provincia di Monza, Andrea Zanni, bibliotecario digitale Media Library On Line.

“Abbiamo ideato questo evento – ha dichiarato Francesca Caderni, presidente di EDA Servizi – per riflettere sull’evoluzione del ruolo della biblioteca, sempre di più luogo di incontro e di socializzazione e non solo di lettura, ultimo luogo gratuito e aperto a tutti. Vogliamo focalizzare l’analisi sul territorio dell’Area metropolitana di Firenze e prendendo come casi di studio tre biblioteche: la Biblioteca delle Oblate, la Biblioteca di Scandicci e la Biblioteca Civica di Calenzano”.