Lo promuove Enpa al Rifugio del Cane gestito in collaborazione con La Spiga di Grano

Oltre 60 i mici in cerca di casa

 

Pistoia, 20 settembre 2017 – Prendersi cura di un gatto appena nato e accompagnarlo nella fase di allattamento e svezzamento per favorire la sua adozione e aiutare l’attività del canile. Al Rifugio del Cane di Pistoia è in programma il prossimo 25 settembre il primo corso promosso da Enpa per diventare 

 

balia a aiutare il sistema di accoglienza dei tanti gatti che ogni giorno arrivano al rifugio.

“I primi due mesi sono fondamentali – spiega Natalia Sciarrillo, coordinatrice del corso e consigliera (operatrice) Enpa Pistoia – e dare la possibilità a questi cuccioli di trascorrere questo periodo di crescita in una casa piuttosto che in una gabbia garantisce loro una maggiore aspettativa di vita e aiuta nel processo di socializzazione e educazione favorendone così l’adozione. I cuccioli che crescono in gabbia sono, per ovvi motivi, più paurosi e possono avere più difficoltà ad ambientarsi una volta arrivati in famiglia.

 Il corso, in programma alle 21, è gratuito e durerà 2 ore e sarà tenuto da esperti operatori Enpa alla presenza di veterinari e prevede una parte teorica e una parte di dimostrazione pratica. “Ad oggi – spiega Sciarrillo – possiamo contare sull’aiuto di 20 balie che ci permettono di affrontare l’emergenza ma il nostro obiettivo è quello di poter raddoppiare questo numero.”

Al Rifugio, che da gennaio è gestito da Enpa Pistoia e dalla cooperativa sociale La Spiga di Grano, aderente al Consorzio Co&SO, sono presenti circa 60 gatti da adottare di cui 20 cuccioli da svezzare. Per l’adozione ogni sabato Enpa organizza il “Micino Day” dalle 15.30 alle 17.30.

“Sono tutte iniziative che vogliamo portare avanti per rendere ancora più efficiente questa struttura – spiega Enrico Pellegrini, presidente de La Spiga di Grano – già in occasione dell’appello all’adozione che abbiamo fatto prima dell’estate abbiamo trovato una importante risposta da parte dei pistoiesi e non solo. Questo contribuisce a stimolare la nostra attività, convinti come siamo dell’importanza che questo luogo ha per tutto il territorio.”

Mercoledì 20 settembre ore 18  alla chiesa di San Michele in Cioncio la presentazione del progetto promosso dalla cooperativa Gruppo Incontro

Co&So: “Un progetto che è il risultato di un percorso di accoglienza. Per rimettere al centro la persona”

 

Pistoia, 18 settembre 2017 – Una Pistoia vista con occhi di chi vive un momento particolarmente duro della propria vita: strade, panchine, bar e capannoni legati al vissuto degli ospiti dell’Albergo Popolare di Pistoia. Le immagini e i ricordi sono raccolti nel libro “Storie e immagini di vita” (Settegiorni Editore, realizzato con la collaborazione di Unicoop Firenze, sezioni soci Pistoia) e sono il cuore della mostra che sarà presentata mercoledì 20 settembre ore 18 alla chiesa di San Michele in Cioncio (via de’ Rossi 26, Pistoia).

All’evento parteciperanno Anna Maria Celesti, assessore politiche sociali del Comune di Pistoia,

Fabiano Pesticcio, presidente del Gruppo Incontro e Moreno Sepiacci, vicepresidente del Consorzio CO&SO. Saranno presenti Tiziana Spacagna, curatrice del libro, Sara Luisi, fotografa e gli ospiti dell’Albergo Popolare protagonisti del progetto.

L’Albergo Popolare. di proprietà del Comune di Pistoia, è la struttura dedicata all’accoglienza notturna di persone che si trovano in situazioni di grave disagio sociale, emarginazione e senza una casa. Quando l’ospitalità è di lunga durata, all’accoglienza si accompagna a un percorso per aiutare le persone a guardare verso una nuova organizzazione della propria vita. Dal 2014 questo percorso è affidato alla cooperativa Gruppo Incontro, che insieme a Co&So si occupa della gestione dell’Albergo Popolare e del sostegno agli ospiti, in collaborazione con il servizio sociale del Comune.

“La pubblicazione di questo libro fotografico – commenta Moreno Sepiacci, vicepresidente del Consorzio CO&SO –  risultato del percorso di accoglienza dell’Albergo Popolare, è un’occasione importante per il Consorzio CO&SO e per la cooperativa Gruppo Incontro per mettere in evidenza il servizio svolto nell’aspetto che più lo contraddistingue: la prossimità con le persone che si trovano in situazione di grave esclusione e marginalità sociale. Il progetto stesso del libro segue il filo rosso del tentativo di rimettere al centro la persona, al centro del proprio interesse e di quello della società”.

“Voglio ringraziare gli ospiti dell’Albergo Popolare per averci donato storie così personali e intime – dice il presidente del Gruppo Incontro, Fabiano Pesticcio – angoli di una Pistoia raccontata attraverso un linguaggio espressivo di particolare impatto interpretativo qual è quello fotografico.
Le storie sono un dono e al contempo un segno di grande fiducia che vogliamo, prima di tutto, continuare ad onorare con il nostro impegno”.

“Vergogna, dignità, speranza: si potrebbe riassumere con queste sole tre parole il percorso umano suggerito dalle immagini e dai racconti delle persone ospitate presso l’Albergo Popolare del Comune di Pistoia e raccolti in questo libro – aggiunge Anna Maria Celesti, assessore alla politiche sociali del Comune di Pistoia – Storie e immagini di vita testimoniano un percorso faticoso, che merita di essere sostenuto come ha scelto di fare il Comune di Pistoia”.

 

La Cooperativa Eda Servizi e la Cooperativa Keras parteciperanno alla prima tappa del Cultura Impresa festival che si terrà a Pistoia il 15 settembre 2017 presso la Biblioteca San Giorgio – Auditorium Tiziano Terzani – Via Sandro Pertini.

 

PROGRAMMA:

“CULTURA PER COLTIVARE COMUNITA’’”

Imprese e cooperative culturali e creative come motore di integrazione sociale

 

  • Ore 10.00 Apertura del festival e saluti istituzionali

Chiara Laghi, Cultura Impresa festival

Mariapia Cattolico, Presidente FederCultura Turismo Sport-Confcooperative Toscana Alessandro Tomasi, Sindaco del Comune di Pistoia

  • Ore 10.30 Relazioni programmate e presentazione di esperienze

“La Biblioteca come generatore di valore sociale. Luogo di incontro e di scambio” Maria Stella Rasetti, Direttrice della Biblioteca San Giorgio di Pistoia

“Cittadini e beni culturali. Il cambio di un paradigma

Claudio Rosati, Società italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici

Progetto “Con altri occhi”, a cura delle cooperative Itinera CERTA, Keras, Scripta Manent e dei Laboratori Archeologici San Gallo di Firenze

Valentina Donati, Presidente cooperativa Itinera Certa di Montevarchi (AR)

Progetto “Attraverso i tuoi occhi”

Marco Sorrentino, Presidente cooperativa Terradamare di Palermo

Il ruolo dell’Italia in rapporto alla Convenzione UNESCO per la Protezione e la Promozione della Diversità delle Espressioni Culturali

Elena Sinibaldi, Esperto per l’applicazione della Convenzione UNESCO, Servizio Coordinamento e relazioni internazionali – Ufficio UNESCO del Segretariato Generale Mibact

Il ruolo della cultura come strumento di politiche di integrazione a livello europeo Cristina Loglio, Presidente Tavolo Tecnico Europa Creativa Mibact

  • Ore 12.30 Interventi

Matteo Biffoni, Presidente Anci Toscana

Monica Barni, Vicepresidente Regione Toscana con delega alla Cultura

  • Ore 13.00 Colazione a buffet
  • Ore 14.00 Workshop

Confronto di esperienze di integrazione realizzate attraverso la cultura. Nel workshop si discuteranno i seguenti temi: la cultura come veicolo di integrazione degli immigrati, l’accessibilità da parte di persone con disabilità e la cultura come creazione di benessere diffuso e coesione sociale

Introduce Andrea Ferraris, Presidente FederCultura Turismo Sport-Confcooperative

Conduce Roberta Paltrinieri, Università di Bologna

Partecipano:

Cinevasioni di Bologna*, Cooperativa Bambini di Truffaut di Bari*, Cooperativa Eda Servizi di Firenze, Cooperativa Keras di Prato, Cooperativa Korai di Palermo, Cooperativa Teatro Pandemonium di Bergamo, Cooperativa Terradamare di Palermo, Dialogo nel buio di Genova*, Olinda di Milano, Teatro Due Mondi di Faenza (RA), Ravenna Teatro di Ravenna*

 

  • Ore 16.30 Interventi e dibattito
  • Ore 17.00 Chiusura dei lavori e visita guidata della Biblioteca San Giorgio (45 min.)

 

 

 

 

Il 7 e 8 settembre si svolgerà a Thessaloniki, presso la sede del Comune, il secondo meeting del progetto EU-ROADMAP.

EU-ROADMAP è un progetto finanziato dalla Commissione Europea, DG Immigrazione e Affari Interni attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione e il capofila è la Cooperativa Sociale Il Cenacolo. La partnership del progetto coinvolge 7 organizzazioni di 5 paesi europei:

  • Formazione CO&SO Network (IT)
  • Comune di Firenze (IT)
  • Bridges Programmes (UK)
  • Jugend Am Werk Steiermark (AT)
  • Wisamar Bildungsgesellschaft (DE)
  • ARSIS-Association for the Social Support of Youth (GR)

 

L’attività principale del progetto è la sperimentazione di un servizio di orientamento per migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Il servizio è attivo da luglio 2017 nei cinque paesi partner.

Durante il meeting saranno illustrate le attività realizzate nel primo semestre e saranno pianificate le prossime attività, che prevedono l’attivazione di brevi workshop e corsi indirizzati a migranti, rifugiati e richiedenti asilo sui territori, visite in azienda e informazioni sull’avvio di impresa.

 

Per informazioni sul progetto: www.euroadmap.eu

 

Accoglienza e autonomia per minori non accompagnati e giovani in carico ai servizi sociali

Il progetto del Comune di Greve in Chianti, in collaborazione con la cooperativa Il Cenacolo

 

Firenze, 1 agosto 2017Due appartamenti al Ferrone, nel territorio di Greve in Chianti, per accogliere minori non accompagnati e rendere autonomi giovani che provengono da comunità socio educative. Il progetto Sprint è una proposta di accoglienza, partita questa estate, gestita dal Comune di Greve in Chianti, in collaborazione con la cooperativa Il Cenacolo, aderente al Consorzio Co&So, che ha già attivato progetti simili in nove appartamenti dell’area metropolitana (facenti parte del progetto SPRAR MSNA di cui il Comune di Firenze ha la titolarità).

Il progetto (coerente con la delibera Giunta regionale n. 84 del 16/2/2016 “APPARTAMENTI PER L’AUTONOMIA” PER L’ACCOGLIENZA RESIDENZIALE DI MINORI E DI NEO-MAGGIORENNI 16-21) prevede una forma più flessibile di accoglienza che si vuole modellare anche in base personalità degli ospiti degli appartamenti che hanno dai 16 ai 21 anni. I ragazzi sono accompagnati nella ricerca di un percorso di formazione professionale e di inserimento lavorativo, sono anche aiutati a trovare una propria autonomia nella gestione della casa e a convivere con gli altri nel rispetto delle regole e di tutti i coinquilini.

Gli ospiti degli appartamenti sono seguiti da educatori che offrono loro un punto di riferimento con cui confrontarsi (e parlare dei propri problemi) e imparano pass

o passo a fare una spesa ragionata e a cucinare in autonomia, a fare le pulizie e a lavare e stirare i propri panni come qualunque giovane adulto che inizia a cavarsela da sé. Ma il progetto prevede anche contatti con le associazioni del territorio alla ricerca di un concreto confronto con il mondo degli adulti. All’interno dell’appartamento infine non mancano corsi di italiano e di alfabetizzazione per i ragazzi che ne hanno bisogno.

“Il progetto sprint – spiega Matteo Conti, presidente della cooperativa Il Cenacolo – costituisce una risposta efficace, in collaborazione con la società della salute sud-est, al problema dell’accoglienza residenziale minori stranieri non accompagnati. Si tratta di un fenomeno sempre più rilevante nel nostro paese. L’accoglienza sarà svolta secondo standard di qualità monitorati dalla Regione Toscana. Crediamo sia importante che il territorio del Ferrone sia sempre più coinvolto in questo tipo di servizi al fine di garantire e e tutelare la coesione delle nostre comunità.”

L’appello del Rifugio del Cane

Pistoia, 28 luglio 2017 – E’ una situazione di emergenza quella dell’abbandono dei mici nel territorio di Pistoia. Per tentare di salvare i gatti in cerca di una famiglia il Rifugio del cane di Pistoia, che si occupa anche di altri amici a quattrozampe, ha accolto nel 2016 ben 1.618 gatti di cui 322 fra malati e feriti. Circa 700 erano gattini. 

Gli operatori del canile, gestito da quest’anno e per i prossimi 5 anni dalla cooperativa sociale La Spiga di Grano e da Enpa, sono riusciti a sterilizzare in tutto lo scorso anno 620 gatti, una parte grazie a contribuiti della Asl e una parte con un progetto proprio del Rifugio. 

Il fenomeno dei mici abbandonati riguarda per larga parte il Comune di Pistoia, da dove sono arrivati al Rifugio 772 gatti, ma anche il Comune di Quarrata dove sono stati abbandonati al loro destini 261 gatti nel 2016, il Comune di Serravalle dove i gatti in strada approdati poi in via Agati erano 159, mentre un altro centinaio di mici è stato trovato nel Comune di Agliana. Senza contare le migliaia di gatti censiti nelle quasi 400 colonie feline di cui si occupano gli operatori del canile.

“Abbiamo un reale problema di randagismo felino – affermano Enrico Pellegrini, presidente de La Spiega di Grano e Rossella Ghelardini, dell’Enpa sezione di Pistoia – che solo con ampi progetti di sterilizzazione potremo arginare nei prossimi anni. Anche nel territorio della Valdinievole la situazione è molto complessa, aggravata dal fatto che manca una sala degenza per consentire la cattura e la degenza in tempi compatibili con le date delle sedute di sterilizzazione”.

A trovare una famiglia che si occupasse di loro sono stati 711 gatti adulti e cuccioli nel corso del 2016. Per aiutare gli altri in attesa di una casa al Rifugio del Cane (in via Agati 15 a Pistoia) ogni sabato pomeriggio (e nel periodo estivo anche la domenica) si celebra il “Micino Day”, un’iniziativa nata nel maggio 2014, per dare nuovo impulso alle adozioni e che ha riscosso sempre un gran successo richiamando gattofili anche da Firenze, Prato, Lucca. 

Oggi alle 19 la festa alla Casa della Speranza di Ugnano

“Il nostro obiettivo: rafforzare i progetti di vita indipendente per le persone disabili”

 

Pistoia, 24 luglio 2017 – Compie dieci anni la Cooperativa Sociale La Fenice e festeggia alla Casa della Speranza di Uzzano, oggi dalle 19, con le “sue” 80 famiglie, i suoi 40 dipendenti, i 24 soci. L’occasione per ricordare un percorso virtuoso che ha portato La Fenice a diventare in Valdinievole un punto di riferimento soprattutto per il settore della disabilità.

“Eravamo cinque giovani neolaureati in scienze dell’educazione e psicologia – racconta la presidente della Fenice Chiara Malucchi – partendo dalle sollecitazioni della Cooperativa Sociale di inserimento lavorativo “La spiga di grano” e l’associazione di volontariato “La Gometa” Onlus abbiamo dato vita a una cooperativa che potesse progettare nuovi servizi sul territorio e innovare servizi tradizionali. La cooperativa si è costituta con l’obiettivo di aprire una struttura residenziale per ospitare le persone disabile pronte ad avviare un loro percorso di vita indipendente. Abbiamo nel frattempo avviato altri progetti ma oggi questa struttura c’è, ha otto posti disponibili ed è già abitata da sette persone”.

È la Casa della Speranza di Uzzano che ospita il progetto “Vivere Insieme” ma grande successo hanno riscosso in questi anni anche i fine settimana per disabili “Provo a vivere da solo”, tutti progetti realizzati grazie alla convenzione con Società della Salute della Valdinievole: “Fondamentale nel nostro lavoro è sempre stato il rapporto di stretta collaborazione con le associazioni dei familiari (Associazione Azzurra e Associazione Tuttinsieme), con la cooperativa sociale la Spiga di grano e con la Pubblica Assistenza di Uzzano”, spiega la presidente.

Altri progetti della Fenice (dal 2010 fa parte del Consorzio di Cooperative Sociali CO&SO Pistoia) riguardano anche il disagio giovanile e l’integrazione socio-relazionale di chi vive realtà di emarginazione. Il modo di impostare il lavoro parte da un unico presupposto: l’attenzione non si deve rivolgere solo alle persone direttamente coinvolte, ma anche alla sua rete di relazioni, soprattutto alla famiglia.

“Una delle caratteristiche di questa cooperativa diretta da un cda tutto al femminile – commenta Malucchi – è quella di non essere statica, di saper cambiare e adattare i progetti a diverse esigenze. Siamo orgogliosi di poter essere oggi una realtà che offre diverse opportunità di lavoro sul territorio. Nel prossimo futuro lavoreremo per rafforzare i progetti di vita indipendente per le persone disabili, grazie anche alle novità che arriveranno con la legge sul Dopo di Noi”

 

La squadra della cooperativa fiorentina si aggiudica il torneo a cui hanno partecipato 174 squadre da tutto il mondo – Il presidente Conti: “Una grandissima soddisfazione”

 

Modena, 10 luglio 2017 La squadra della cooperativa sociale di Firenze Il Cenacolo ha vinto i Mondiali Antirazzisti 2017, la manifestazione organizzata dalla Uisp, l’Unione italiana sport per tutti a Castelfranco Emilia (Modena).

All’evento, nato per stimolare l’integrazione e sensibilizzare attraverso il gioco del calcio, hanno partecipato più di 4 mila persone in rappresentanza di 80 nazionalità. I mondiali sono aperti a tutti: quest’anno sono scese in campo un totale di 174 squadre, di cui 42 di migranti o rifugiati, 4 team che lavorano con il disagio mentale, associazioni antirazziste e attivisti.

La squadra de Il Cenacolo era formata da due ragazzi per ogni centro di accoglienza fiorentino gestito dalla cooperativa e da alcuni operatori della cooperativa aderente al Consorzio Co&So.

“Un appuntamento al quale abbiamo sempre partecipato – spiega Matteo Conti, presidente della cooperativa Il Cenacolo – e che quest’anno ci ha regalato un’emozione straordinaria con una vittoria sicuramente inaspettata. Siamo convinti che sia un evento che ci aiuta nel processo di integrazione che noi tutti dobbiamo perseguire grazie anche a momenti di sport e condivisione”

Un progetto di Fondazione CR Firenze e Cooperativa Il Girasole col sostegno del Comune – In aiuto degli anziani soli un pacchetto di servizi quotidiani gratuiti svolti da un team di operatori specializzati

 

Nei condomini popolari fiorentini sta per arrivare ‘l’assistente di condominio’ per combattere la solitudine e, soprattutto, per rispondere ai bisogni degli anziani con minori mezzi e problemi di fragilità. Si tratta di un pacchetto di servizi indispensabili (dalla spesa a domicilio al servizio infermieristico, dalla pulizia della casa all’accompagnamento della persona, dalla fisioterapia di gruppo allo svolgimento di commissioni particolari) compresi dal progetto ‘Assistenza domiciliare condivisa’ denominato Cocare, messo a punto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dalla cooperativa sociale Il Girasole, specializzata nei servizi di cura, e sostenuto dall’assessorato al Welfare del Comune di Firenze. Lo hanno presentato stamani in Palazzo Vecchio l’assessore al Welfare Sara Funaro, il direttore generale Fondazione CR Firenze Gabriele Gori, Claudia Fiaschi dell’ area Ricerca e Innovazione del Consorzio Co&SO e portavoce del Forum nazionale del Terzo settore, il coordinatore del progetto per la cooperativa sociale Il Girasole Neri Zini.

 

Il primo palazzo erp dove la nuova figura sarà sperimentata è quello di via Dorso Manni Gelli nel quartiere 2, il più grande condominio popolare della Toscana, dove abitano 45 ultra 70enni e dove i residenti hanno a disposizione una stanza dell’autogestione per gli incontri. Sarà il Comune a valutare i condomini popolari di sua proprietà nei quali si svolgerà il servizio che viene svolto gratuitamente da un team di operatori specializzati della Cooperativa dopo aver verificato le reali necessità degli abitanti del condominio oggetto dell’intervento (per informazioni tel 055 740462 – cocare@coopilgirasole.it). Nei mesi scorsi si è svolta una fase sperimentale in alcuni condomini fiorentini di proprietà dell’ASP Montedomini e della Fondazione comitato case ad uso degli indigenti, mentre adesso parte la sperimentazione della durata di circa un anno, che interesserà circa una sessantina di persone. Tra i tanti motivi che hanno stimolato il progetto Cocare c’è anche quello di evitare di allontanare gli anziani dalla propria casa e di aiutare quelle famiglie che si trovano a gestire situazioni fragili e che sono così alleggerite sia nell’assistenza che nei costi.

 

“Grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che finanzia il progetto sperimentale dell’assistente di condominio – ha detto l’assessore Sara Funaro -, offriamo ai nostri anziani più bisognosi un servizio importante che risponde alle esigenze loro e dei familiari che li assistono. L’assistente di condominio ha un valore fondamentale poiché tra i suoi ‘compiti’ ha anche quello di promuovere la socialità degli anziani favorendo inoltre lo sviluppo di relazioni di buon vicinato. Trovo, infatti, che sia un ottimo antidoto alla solitudine, nemica della salute soprattutto degli anziani”. “Con l’assistente di condominio diamo un servizio che risponde non solo ai bisogni singoli e differenziati degli anziani – ha spiegato Funaro -, ma anche ai bisogni di socializzazione e agendo a livello condominiale ci permette di intervenite stimolando rapporti di buon vicinato”. “La sperimentazione in via Dorso Manni Gelli vuole dare una risposta ai tanti anziani che vivono negli alloggi erp – ha concluso l’assessore Funaro – e contribuisce a dare gambe al nostro progetto di creare condomini popolari centrati sulla socializzazione e il buon vicinato”.

 

“Con questo progetto – dichiara il direttore generale della Fondazione CR Firenze Gabriele Gori – la nostra Istituzione alimenta quel Welfare di Comunità che deve, col tempo,  divenire cifra distintiva delle misure che aiutano il benessere in una logica aperta e condivisa e quindi caratterizzata da maggiore sostenibilità. Una linea che ben si coniuga con l’attenzione che la Fondazione presta al problema casa, ai nuovi modelli di abitare che, proprio come l’assistenza condivisa, dovranno essere caratterizzate da reti collaborative che mettono al centro l’importanza del fare comunità”.

 

“La Cooperativa è da sempre impegnata, insieme al consorzio Co&so, nel rispondere ai nuovi bisogni della comunità attraverso la sperimentazione di progetti sia residenziali che domiciliari  – ha detto il presidente della Cooperativa sociale Il Girasole Claudio Giannini -. Il nostro obiettivo primario è offrire, tramite un team di professionisti qualificati, assistenza di qualità, aiuti concreti e servizi flessibili che rispondano alle difficoltà che gli anziani affrontano ogni giorno”.

 

“È importante investire sui contesti di vita delle persone – ha dichiarato Claudia Fiaschi dell’ area Ricerca e Innovazione del Consorzio Co&SO e portavoce del Forum nazionale del Terzo settore – sulle relazioni sociali di vicinato e nel territorio. È nostro obiettivo migliorare il benessere delle persone favorendo processi di invecchiamento attivo che aiutano a prevenire e ritardare la non autosufficienza. Nessuno deve rinunciare a cure di qualità perché alcuni servizi possono essere condivisi quando ci sono legami di fiducia. È questa  la scommessa di Cocare”.

 

Il progetto dell’assistente di condominio si compone di 4 fasi, preceduti da una fase zero, che è attualmente in corso negli alloggi popolari, che prevede la realizzazione di una mappatura e analisi del contesto (target famiglie, condomini e territorio), delle tipologie di bisogno (social, socio-sanitario e socio-assistenziale) e della sostenibilità del modello proposto. La prima fase del progetto prevede l’attivazione del Servizio sportello attivo due volte la settimana in 10 condomini della città per intercettare i bisogni specifici dei nuclei familiari, offrire colloqui individuali al domicilio dell’anziano e predisporre pacchetti di servizi specializzati. La seconda fase, invece, prevede l’attivazione dei servizi individuati e il monitoraggio in itinere dell’andamento del progetto e della soddisfazione degli utenti. La fase numero tre è incentrata sulla valutazione dei risultati: ovvero la soddisfazione degli anziani assistiti, il sollievo dei caregiver familiari, l’organizzazione del servizio e la sostenibilità a lungo termine. Infine, l’ultima fase, la quattro, si basa sull’implementazione e la diffusione del progetto con l’individuazione di nuovi condomini.

 

La costante crescita della popolazione over 65 è tale da posizionare la Toscana al terzo posto tra le regioni più anziane del Paese, con circa un quarto di popolazione anziana residente. Una tendenza destinata ad aumentare nel prossimo futuro e che, a fronte dell’assottigliamento delle reti familiari, va a pesare sempre più sull’indice di pressione dei grandi anziani (over 84) rispetto ai potenziali caregiver (50-74enni). In aumento è anche il numero di famiglie unipersonali composte da anziani soli. Sono circa 629.000 le famiglie con almeno un anziano presente e 396.000 quelle composte da anziani soli. La solitudine abitativa, se da una parte indica autonomia fisica ed economica, dall’altra costituisce un fattore di rischio per l’aggravamento delle condizioni di salute dell’anziano e per l’isolamento fisico e relazionale che, unito ad altre condizioni di disagio, raffigura uno dei quadri tipici dello scivolamento nell’area a rischio non autosufficienza. Nella sola area fiorentina sono circa 13.764 gli anziani fragili a rischio di non autosufficienza. Sul versante dei servizi si contano in Toscana quasi 400 strutture di accoglienza per anziani, per circa 12.667 posti letto destinati a non autosufficienti e circa 95.000 anziani assistiti in assistenza domiciliare. Ma spesso tali servizi risultano ancora troppo onerosi per le famiglie che ne avrebbero bisogno.

 

Per intercettare i bisogni reali e percepiti dal territorio in materia di assistenza agli anziani, è stata anche fatta un’indagine telefonica nei quartieri delle Cure, di Campo di Marte e a Novoli. Un 15 per cento della popolazione residente ha dichiarato di aver bisogno di un servizio di assistenza agli anziani della propria famiglia. Nel dettaglio il 56 per cento avrebbe bisogno di cure alla persona, il 46 per cento avrebbe bisogno di pulizia e lavori domestici, il 30 per cento avrebbe bisogno di una persona per uscire di casa. Un 70 per cento degli intervistati ha giudicato l’assistenza condominiale un servizio utile, il 20 per cento per motivi economici, un altro 20 per cento per avere un servizio di maggior fiducia e sicurezza. Il modello di servizio che sarà presto veicolato in nuovi condomini, è a titolo gratuito, e prosegue, in un preciso momento, quello estivo, dove sono più alti i rischi di isolamento e conseguente fragilità sanitaria.

Il 5 luglio nel quartiere di San Paolo la festa del progetto con laboratori per bambini e cori gospel – Il progetto è promosso della cooperativa Convoi

Prato, 3 luglio 2017I bambini si potranno divertire con ago, filo e fantasia nel laboratorio aperto, gratuito, pensato per loro. E tra le macchine da cucire e i manichini intoneranno i loro canti i cori gospel. Arriva mercoledì 5 luglio la festa del progetto “Tessuti di Periferia”, nel quartiere di San Paolo a Prato, all’interno della manifestazione “Assaggi d’Estate”.

 

“Tessuti di periferia” ha coinvolto nell’ultimo anno una ventina di donne, italiane e straniere, che hanno imparato l’arte della sartoria e delle confezioni e che si avviano ora a mettere a frutto il loro nuovo mestiere. Il progetto è stato portato avanti dalla cooperativa Convoi, aderente al Consorzio Co&So, è stato promosso dal Comune di Prato e realizzato con un finanziamento nazionale pubblico del Dipartimento per le Pari Opportunità Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali UNAR della Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

 

Le donne che hanno preso parte al percorso formativo professionalizzante, finalizzato all’acquisizione di nozioni tecnico pratiche sull’arte del cucito e grazie all’apertura di spazi industriali e ad alcune borse lavoro è nata in via San Paolo 255, a Prato, una vera e propria micro impresa. Il laboratorio di Convoi ha come finalità principale l’aspetto lavorativo ed occupazionale nei confronti di persone e donne anche in situazione di svantaggio sociale e disabilità psico-fisica, ma punta anche ad abbattere gli stereotipi aprendosi a momenti di socializzazione ed integrazione culturale.

 

“La festa del 5 luglio è un evento aperto al quartiere, che si avvale della collaborazione di tante realtà di San Paolo – commenta Maurizio Rossi, presidente di Convoi Onlus – a testimoniare quanto il laboratorio di “Tessuti di periferia” si inserisca nel contesto sociale di questa zona di Prato”.

 

Ecco il programma quindi del 5 luglio: il laboratorio di taglio e cucito per bambini e famiglie inizia alle 18 e sarà a cura delle donne del progetto. Alle 19 è previsto l’incontro “Perché San Paolo?” con i saluti istituzionali di Simone Faggi, vicesindaco, Mariagrazia Ciambellotti, assessore alle pari opportunità. Alle 20 ci sono i concerti dei cori gospel diretti da Patrizia Calussi: “The gospel fire choir e il primo coro italiano dei piccoli “Little big gospel choir” che invaderanno anche le strade del quartiere. Alle 21,30 torna il laboratorio per bambini stavolta in via dell’Alberaccio 69, in collaborazione con la libreria “Il Paese dei Baobab”.