Negli alloggi popolari è in arrivo, in fase sperimentale, ‘l’assistente di condominio’

Un progetto di Fondazione CR Firenze e Cooperativa Il Girasole col sostegno del Comune – In aiuto degli anziani soli un pacchetto di servizi quotidiani gratuiti svolti da un team di operatori specializzati

 

Nei condomini popolari fiorentini sta per arrivare ‘l’assistente di condominio’ per combattere la solitudine e, soprattutto, per rispondere ai bisogni degli anziani con minori mezzi e problemi di fragilità. Si tratta di un pacchetto di servizi indispensabili (dalla spesa a domicilio al servizio infermieristico, dalla pulizia della casa all’accompagnamento della persona, dalla fisioterapia di gruppo allo svolgimento di commissioni particolari) compresi dal progetto ‘Assistenza domiciliare condivisa’ denominato Cocare, messo a punto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dalla cooperativa sociale Il Girasole, specializzata nei servizi di cura, e sostenuto dall’assessorato al Welfare del Comune di Firenze. Lo hanno presentato stamani in Palazzo Vecchio l’assessore al Welfare Sara Funaro, il direttore generale Fondazione CR Firenze Gabriele Gori, Claudia Fiaschi dell’ area Ricerca e Innovazione del Consorzio Co&SO e portavoce del Forum nazionale del Terzo settore, il coordinatore del progetto per la cooperativa sociale Il Girasole Neri Zini.

 

Il primo palazzo erp dove la nuova figura sarà sperimentata è quello di via Dorso Manni Gelli nel quartiere 2, il più grande condominio popolare della Toscana, dove abitano 45 ultra 70enni e dove i residenti hanno a disposizione una stanza dell’autogestione per gli incontri. Sarà il Comune a valutare i condomini popolari di sua proprietà nei quali si svolgerà il servizio che viene svolto gratuitamente da un team di operatori specializzati della Cooperativa dopo aver verificato le reali necessità degli abitanti del condominio oggetto dell’intervento (per informazioni tel 055 740462 – cocare@coopilgirasole.it). Nei mesi scorsi si è svolta una fase sperimentale in alcuni condomini fiorentini di proprietà dell’ASP Montedomini e della Fondazione comitato case ad uso degli indigenti, mentre adesso parte la sperimentazione della durata di circa un anno, che interesserà circa una sessantina di persone. Tra i tanti motivi che hanno stimolato il progetto Cocare c’è anche quello di evitare di allontanare gli anziani dalla propria casa e di aiutare quelle famiglie che si trovano a gestire situazioni fragili e che sono così alleggerite sia nell’assistenza che nei costi.

 

“Grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che finanzia il progetto sperimentale dell’assistente di condominio – ha detto l’assessore Sara Funaro -, offriamo ai nostri anziani più bisognosi un servizio importante che risponde alle esigenze loro e dei familiari che li assistono. L’assistente di condominio ha un valore fondamentale poiché tra i suoi ‘compiti’ ha anche quello di promuovere la socialità degli anziani favorendo inoltre lo sviluppo di relazioni di buon vicinato. Trovo, infatti, che sia un ottimo antidoto alla solitudine, nemica della salute soprattutto degli anziani”. “Con l’assistente di condominio diamo un servizio che risponde non solo ai bisogni singoli e differenziati degli anziani – ha spiegato Funaro -, ma anche ai bisogni di socializzazione e agendo a livello condominiale ci permette di intervenite stimolando rapporti di buon vicinato”. “La sperimentazione in via Dorso Manni Gelli vuole dare una risposta ai tanti anziani che vivono negli alloggi erp – ha concluso l’assessore Funaro – e contribuisce a dare gambe al nostro progetto di creare condomini popolari centrati sulla socializzazione e il buon vicinato”.

 

“Con questo progetto – dichiara il direttore generale della Fondazione CR Firenze Gabriele Gori – la nostra Istituzione alimenta quel Welfare di Comunità che deve, col tempo,  divenire cifra distintiva delle misure che aiutano il benessere in una logica aperta e condivisa e quindi caratterizzata da maggiore sostenibilità. Una linea che ben si coniuga con l’attenzione che la Fondazione presta al problema casa, ai nuovi modelli di abitare che, proprio come l’assistenza condivisa, dovranno essere caratterizzate da reti collaborative che mettono al centro l’importanza del fare comunità”.

 

“La Cooperativa è da sempre impegnata, insieme al consorzio Co&so, nel rispondere ai nuovi bisogni della comunità attraverso la sperimentazione di progetti sia residenziali che domiciliari  – ha detto il presidente della Cooperativa sociale Il Girasole Claudio Giannini -. Il nostro obiettivo primario è offrire, tramite un team di professionisti qualificati, assistenza di qualità, aiuti concreti e servizi flessibili che rispondano alle difficoltà che gli anziani affrontano ogni giorno”.

 

“È importante investire sui contesti di vita delle persone – ha dichiarato Claudia Fiaschi dell’ area Ricerca e Innovazione del Consorzio Co&SO e portavoce del Forum nazionale del Terzo settore – sulle relazioni sociali di vicinato e nel territorio. È nostro obiettivo migliorare il benessere delle persone favorendo processi di invecchiamento attivo che aiutano a prevenire e ritardare la non autosufficienza. Nessuno deve rinunciare a cure di qualità perché alcuni servizi possono essere condivisi quando ci sono legami di fiducia. È questa  la scommessa di Cocare”.

 

Il progetto dell’assistente di condominio si compone di 4 fasi, preceduti da una fase zero, che è attualmente in corso negli alloggi popolari, che prevede la realizzazione di una mappatura e analisi del contesto (target famiglie, condomini e territorio), delle tipologie di bisogno (social, socio-sanitario e socio-assistenziale) e della sostenibilità del modello proposto. La prima fase del progetto prevede l’attivazione del Servizio sportello attivo due volte la settimana in 10 condomini della città per intercettare i bisogni specifici dei nuclei familiari, offrire colloqui individuali al domicilio dell’anziano e predisporre pacchetti di servizi specializzati. La seconda fase, invece, prevede l’attivazione dei servizi individuati e il monitoraggio in itinere dell’andamento del progetto e della soddisfazione degli utenti. La fase numero tre è incentrata sulla valutazione dei risultati: ovvero la soddisfazione degli anziani assistiti, il sollievo dei caregiver familiari, l’organizzazione del servizio e la sostenibilità a lungo termine. Infine, l’ultima fase, la quattro, si basa sull’implementazione e la diffusione del progetto con l’individuazione di nuovi condomini.

 

La costante crescita della popolazione over 65 è tale da posizionare la Toscana al terzo posto tra le regioni più anziane del Paese, con circa un quarto di popolazione anziana residente. Una tendenza destinata ad aumentare nel prossimo futuro e che, a fronte dell’assottigliamento delle reti familiari, va a pesare sempre più sull’indice di pressione dei grandi anziani (over 84) rispetto ai potenziali caregiver (50-74enni). In aumento è anche il numero di famiglie unipersonali composte da anziani soli. Sono circa 629.000 le famiglie con almeno un anziano presente e 396.000 quelle composte da anziani soli. La solitudine abitativa, se da una parte indica autonomia fisica ed economica, dall’altra costituisce un fattore di rischio per l’aggravamento delle condizioni di salute dell’anziano e per l’isolamento fisico e relazionale che, unito ad altre condizioni di disagio, raffigura uno dei quadri tipici dello scivolamento nell’area a rischio non autosufficienza. Nella sola area fiorentina sono circa 13.764 gli anziani fragili a rischio di non autosufficienza. Sul versante dei servizi si contano in Toscana quasi 400 strutture di accoglienza per anziani, per circa 12.667 posti letto destinati a non autosufficienti e circa 95.000 anziani assistiti in assistenza domiciliare. Ma spesso tali servizi risultano ancora troppo onerosi per le famiglie che ne avrebbero bisogno.

 

Per intercettare i bisogni reali e percepiti dal territorio in materia di assistenza agli anziani, è stata anche fatta un’indagine telefonica nei quartieri delle Cure, di Campo di Marte e a Novoli. Un 15 per cento della popolazione residente ha dichiarato di aver bisogno di un servizio di assistenza agli anziani della propria famiglia. Nel dettaglio il 56 per cento avrebbe bisogno di cure alla persona, il 46 per cento avrebbe bisogno di pulizia e lavori domestici, il 30 per cento avrebbe bisogno di una persona per uscire di casa. Un 70 per cento degli intervistati ha giudicato l’assistenza condominiale un servizio utile, il 20 per cento per motivi economici, un altro 20 per cento per avere un servizio di maggior fiducia e sicurezza. Il modello di servizio che sarà presto veicolato in nuovi condomini, è a titolo gratuito, e prosegue, in un preciso momento, quello estivo, dove sono più alti i rischi di isolamento e conseguente fragilità sanitaria.

2017-07-10T10:02:13+00:00

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